“Mattia torna a casa”. È il titolo, ma anche il senso profondo, del lungo post pubblicato da Fabiano Amati, assessore regionale della Puglia, che ha voluto raccontare il ritorno a casa del suo giovane amico dopo quattro lunghi mesi di degenza. E lo ha fatto celebrando il lavoro silenzioso e impeccabile svolto dal reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa del Policlinico Riuniti di Foggia, diretto da Andrea Santamato.
Un’eccellenza che parla foggiano
Nel suo racconto, Amati non risparmia parole di gratitudine per l’intera équipe sanitaria foggiana. “Efficienza, dedizione e umanità” sono i tratti distintivi del reparto che ha accolto e curato Mattia, un ragazzo in stato di minima coscienza, affetto da tetraparesi spastica e sottoposto a nutrizione enterale. “Gli è stato restituito molto – scrive Amati – è stata ridotta la spasticità, corretta la deformità, eseguita dopo quattro anni una cranioplastica. Un lavoro quotidiano, fatto di trattamenti riabilitativi, stimolazioni elettriche e magnetiche. Un lavoro fatto di dignità”.
Un riconoscimento che dà luce al sistema sanitario foggiano, spesso al centro di critiche, ma in questo caso indicato come modello da seguire per il futuro Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica, di cui Amati è da tempo promotore per il ritorno alla gestione pubblica.
Il volto della riabilitazione intensiva
L’esperienza vissuta accanto a Mattia, racconta Amati, ha trasformato la sua visione della riabilitazione: “Mi ha aperto gli occhi sulla grande battaglia per riportare alla gestione pubblica il Centro di Ceglie. Ho conosciuto storie tragiche e commoventi, pazienti lasciati senza cure. E ho incontrato i lavoratori: circa 150 persone, colonne silenziose della sanità”.
Nel lungo post, l’assessore cita uno per uno medici, infermieri, operatori socio-sanitari, fisioterapisti, logopedisti e specializzandi che hanno preso in carico Mattia come se fosse un familiare. E non manca un pensiero speciale per la madre, Antonella, “un corpo esile che contiene una forza capace di spostare una montagna”.
Foggia come esempio per tutta la Puglia
Il reparto di Foggia diventa dunque simbolo concreto di ciò che può e deve essere un centro di riabilitazione intensiva in Puglia. “Cosa abbiamo noi di meno, per non essere almeno pari ai più noti centri nazionali ed europei? Nulla. Serve solo impegno e consapevolezza, senza rifugiarsi nella burocrazia”.
Amati rilancia così la sua battaglia per la sanità pubblica, prendendo esempio dal modello foggiano: “Un grande centro pubblico sarà la continuità del mio impegno. Nel nome di Mattia. E di tutti i malati che ho incontrato dal vivo o attraverso il racconto tragico dei loro orfani”.
Una storia di dolore, rinascita e determinazione, che mette Foggia al centro di una visione diversa e concreta di sanità pubblica.











