Un vero e proprio terremoto politico si abbatte su Palazzo di Città dopo la sentenza del Tribunale di Bari che condanna il Comune di Foggia a risarcire oltre 27 milioni di euro alla Curatela del Fallimento Amica Spa, la società in house che per anni si è occupata del servizio di igiene urbana. Un verdetto che per i gruppi consiliari del centrodestra rappresenta “una pietra tombale sulla gestione del centrosinistra”, tanto quella del passato quanto quella attuale.
A firmare la dura nota sono i consiglieri comunali Claudio Amorese, Concetta Soragnese, Maurizio Accettulli, Gino Fusco (Fratelli d’Italia), Raffaele Di Mauro e Pasquale Rignanese (Forza Italia), Franco Nunziante (Lista Prima Foggia) e Marco Pellegrino (Lista Di Mauro Sindaco – Noi Moderati). Per loro, la decisione dei giudici è il risultato “inevitabile e annunciato di anni di gestione irresponsabile, in particolare tra il 2004 e il 2014”.
“Fallimento Amica scientemente accompagnato”
La sentenza, pubblicata ieri, richiama la precedente pronuncia del Tribunale Fallimentare che aveva parlato di fallimento “scientemente accompagnato”, evidenziando le gravi responsabilità amministrative di quegli anni. “Si tratta di una macchia indelebile sulla storia della città”, scrivono i consiglieri, che poi puntano il dito anche sull’attuale amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo.
Secondo gli esponenti del centrodestra, l’amministrazione in carica “non ha intrapreso alcuna iniziativa concreta con atti motivati per fronteggiare la vicenda Amica” e avrebbe addirittura rifiutato una proposta transattiva che avrebbe permesso di risparmiare oltre la metà della cifra oggi dovuta. “Una scelta incomprensibile – accusano – che peserà sulle tasche dei foggiani per anni”.
AMIU, raccolta differenziata e affidamento nel mirino
Non manca un riferimento critico anche all’affidamento del servizio rifiuti ad AMIU durante la giunta Mongelli, con una delibera di Giunta “in violazione del Testo Unico degli Enti Locali” secondo il centrodestra. A ciò si aggiungono le recenti indagini che vedono indagati i vertici dell’azienda per presunte falsificazioni sui dati della raccolta differenziata. “Tutto questo – osservano i consiglieri – mentre le famiglie foggiane pagano una TARI elevata a fronte di un servizio che resta largamente insoddisfacente”.
“La sentenza compromette la tenuta finanziaria del Comune”
Il conto che il Comune dovrà pagare, comprensivo di interessi e rivalutazioni, rischia ora di compromettere la stabilità finanziaria dell’ente, vanificando – secondo l’opposizione – gli sforzi fatti negli ultimi anni per portare avanti il piano di riequilibrio. “Meno risorse per le strade, per il verde pubblico, per l’illuminazione, per i servizi essenziali. I cittadini ora ne pagano il prezzo”, sottolineano.
Chieste le dimissioni dell’assessore
Nel mirino finisce anche l’assessore comunale competente, di cui viene chiesta l’immediata rimozione. “Serve trasparenza, serve chiarezza, qualcuno deve rispondere di tutto questo. Non è accettabile che errori politici così gravi non abbiano alcuna conseguenza”.
Il centrodestra annuncia che continuerà a vigilare in Consiglio comunale e a denunciare pubblicamente ogni forma di negligenza amministrativa. “Questa è una delle pagine più buie della gestione pubblica foggiana – concludono –. I cittadini hanno il diritto di sapere chi ha sbagliato e di non essere lasciati soli a pagare”.










