Mentre a Lesina riparte la raccolta dei rifiuti urbani, anche per questa stagione estiva, si registra l’ennesimo avvio tra disagi, mancanza di innovazioni e, soprattutto, nessun miglioramento strutturale del servizio. Nessuna traccia, infatti, dei tanto attesi ecocompattatori smart e della riorganizzazione promessa: un’occasione sprecata, secondo la lista civica “Nuova Lesina”, guidata dal capogruppo Salvatore Antonio Trombetta, che ha presentato un’interrogazione per fare luce sull’utilizzo – o meglio, sul mancato utilizzo – di un finanziamento di oltre 800mila euro proveniente dal PNRR.
Finanziamento ottenuto ma mai attuato
Con delibera di giunta comunale n. 34 del 14 febbraio 2022, il Comune di Lesina aveva approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica denominato “Miglioramento del servizio di raccolta differenziata con fornitura di attrezzature e software”. L’intervento, del valore complessivo di un milione di euro, era stato ammesso a finanziamento per l’importo di 822.375 euro. Fondi preziosi, finalizzati all’acquisto di sistemi intelligenti per la raccolta dei rifiuti e per un’efficiente gestione urbana.
Ma, secondo quanto denuncia l’opposizione, nessuno degli obiettivi previsti è stato realizzato. La scadenza per individuare il soggetto realizzatore – come stabilito dal decreto di finanziamento – era fissata al 31 dicembre 2023. Il mancato adempimento potrebbe ora comportare non solo la perdita definitiva del finanziamento, ma anche responsabilità di natura amministrativa e contabile da parte dei soggetti istituzionali coinvolti, tra cui il sindaco e il responsabile unico del procedimento.
Interrogazione per conoscere lo stato del progetto
Nel documento presentato da Trombetta, si chiede all’amministrazione di riferire sullo stato attuale del progetto: se siano state avviate azioni concrete, se sia stato individuato il soggetto realizzatore, se l’avanzamento consenta ancora di rispettare la scadenza fissata per la rendicontazione delle spese. Inoltre, l’interrogazione chiede conto di eventuali rilievi, prescrizioni o comunicazioni di rischio inviate dai ministeri competenti, e se vi siano state contestazioni, controdeduzioni e relativi esiti.
Non meno importante la richiesta di quantificazione del possibile danno erariale in caso di revoca definitiva del finanziamento. Una prospettiva che, oltre a rappresentare un danno materiale, rischia di minare l’immagine pubblica dell’amministrazione e della città stessa, già segnata dalla presenza di microdiscariche e da un servizio ritenuto inefficiente sia dai cittadini sia dai villeggianti.
Una battaglia politica e ambientale
“È inaccettabile – scrive il gruppo Nuova Lesina – che in un territorio dal patrimonio ambientale straordinario si continui a tollerare una gestione dei rifiuti vecchia, inadeguata e dannosa. I fondi erano disponibili, le scadenze note, le occasioni chiare. Ora pretendiamo risposte scritte e trasparenti”.
In attesa che l’amministrazione comunale fornisca chiarimenti ufficiali, resta il dubbio più pesante: l’ennesima occasione persa per trasformare un servizio essenziale in uno strumento virtuoso al servizio dell’ambiente e della cittadinanza.













