C’è anche la provincia di Foggia tra i territori al centro dell’imponente attività 2024 del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bari, che ha recuperato e restituito oltre 3.700 beni culturali a rischio dispersione in Italia e all’estero. Lo rende noto un comunicato ufficiale diffuso nelle scorse ore, che mette nero su bianco numeri e operazioni dell’anno in corso.
Emblematica è la restituzione, avvenuta l’11 settembre 2024, di ben 21 crateri apuli, trafugati negli anni ’80 da un sito archeologico di Ascoli Satriano. I preziosi reperti erano finiti al Museo nazionale “Altes” di Berlino, che li aveva acquistati in buona fede tramite un trafficante italiano. Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, hanno permesso di accertare l’origine illecita del corredo funerario e di giungere alla restituzione ufficiale dei vasi, attualmente esposti a Roma al Museo di Villa Giulia e prossimamente visibili in Puglia.
Ma il traffico illecito di reperti non si ferma qui. L’indagine “Art Sharing”, conclusa il 4 dicembre 2024 tra Foggia, Bari e Roma, ha smantellato un’associazione criminale dedita a scavi clandestini e vendita all’estero di reperti archeologici ceramici. Il sodalizio, composto da 32 persone, esportava reperti con l’ausilio di una fittizia casa d’aste in Belgio che ne falsificava la provenienza. Sono stati recuperati in totale 250 beni culturali, tra cui monete, monili e perfino un sarcofago romano intercettato a Bruxelles.
Particolare attenzione anche alla tutela paesaggistica, con 54 denunce e sequestri di immobili costruiti abusivamente in aree vincolate, come le Isole Tremiti e Trani. Controllate anche 88 aree archeologiche a rischio, 9 musei e oltre 860 beni presenti nella banca dati dei beni culturali sottratti.
Per quanto riguarda il traffico via web, sono stati sequestrati 415 reperti archeologici esposti in case private di professionisti insospettabili, venduti attraverso piattaforme e-commerce. Un lavoro capillare che mette a nudo l’intensità del fenomeno e il ruolo nevralgico della Puglia – e in particolare del territorio foggiano – in questi traffici illeciti.
Il valore economico complessivo dei beni sequestrati nel 2024 supera i 2,8 milioni di euro. Ma il danno reale va ben oltre: è una ferita al patrimonio identitario del Paese, che proprio dalle sue radici culturali trae linfa e riconoscimento internazionale.










