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Home - Nel Foggiano quasi la metà dei commercianti non fa lo scontrino. Gioco: nascosti al fisco oltre 5 milioni

Nel Foggiano quasi la metà dei commercianti non fa lo scontrino. Gioco: nascosti al fisco oltre 5 milioni

Di redazione
16 Marzo 2016
in Cronaca
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gdf boss

Evasori, lavoratori irregolari, giocatori “nascosti”: è variegato il mondo dell’illegalità in provincia di Foggia, sopratutto nel panorama economico. Sono numerose le questioni emerse dall’ultimo rapporto della Guardia di Finanza relativo all’anno 2015. La strategia messa in campo ha agito su tre leve principali: l’attività investigativa, ossia lo sviluppo in tutto il territorio della provincia di 1.608 deleghe d’indagine pervenute nell’anno dalla Magistratura ordinaria e dalla Corte dei Conti, di cui 1.127 portate a conclusione; l’esecuzione di 40 piani operativi, per l’aggressione sistematica e organizzata ai più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria nel territorio dell’intera Capitanata, attraverso l’esercizio degli autonomi poteri d’intervento attribuiti al Corpo dalla legge; l’azione di contrasto ai grandi traffici illeciti, via terra o per mare e il concorso al dispositivo di ordine e sicurezza pubblica.

Vigilanza sulla spesa pubblica

Il corretto utilizzo delle risorse pubbliche dello Stato o di origine comunitaria ha assunto un rilievo centrale con l’acuirsi della crisi economica. Alla Guardia di Finanza è affidato il delicato compito di assicurare un efficace dispositivo di controllo anti-frode dei flussi di spesa, del tutto speculare rispetto a quello previsto per la tutela delle entrate fiscali. Conseguentemente, hanno costituito oggetto di attenzione operativa dei reparti dipendenti da questo Comando Provinciale tutte le più significative voci di spesa pubblica: dai contributi alle imprese di origine nazionale ed europea, ai finanziamenti del servizio sanitario nazionale, dalle risorse utilizzate per gli appalti pubblici a quelle relative al sistema previdenziale. Il complesso di queste attività costituisce, tra l’altro, anche un importante strumento per la lotta alla corruzione.

È nel mondo degli appalti pubblici che emergono dati importanti. Il valore degli appalti controllati dai finanzieri è pari a 6.179.908 euro e le somme oggetto di assegnazione irregolare toccano quota 4.022.778 euro. 31 le persone denunciate nel 2015.

Di sicuro impatto anche i numeri sulla responsabilità amministrativa per danni erariali: 56 gli interventi, 105 le persone segnalate e ben 44.574.900 euro di danni erariali segnalati.

Pochi emettono lo scontrino

L’attività nello specifico settore è stata orientata al contrasto dei fenomeni evasivi più pericolosi ed è stata rivolta nei confronti di quei soggetti che presentano i più elevati profili di evasione, selezionati mediante l’analisi di rischio, l’attività di intelligence e l’azione di controllo economico del territorio. Nel quadro del contrasto all’evasione rientra anche la lotta all’economia sommersa, con il duplice obiettivo di recuperare risorse sottratte ai bilanci pubblici e di arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che, rispettando la legge, vedono le proprie prospettive di sviluppo seriamente compromesse da tale concorrenza sleale.

423 i controlli fiscali eseguiti. Ben 4521, invece, i controlli strumentali (scontrini e ricevute fiscali). Ed è qui che le irregolarità risultano all’ordine del giorno. La percentuale di mancata emissione di scontrini e ricevute fiscali è del 42%. Quasi un commerciante su due non fa lo scontrino.

Lavoro irregolare e gioco

Lavoratori in nero scoperti 321, lavoratori irregolari scoperti 63, datori di lavoro che hanno utilizzato manodopera irregolare ed in nero 172. Questi alcuni dei numeri principali sui controlli nel mondo del lavoro, dove il fenomeno del caporalato resta forte e radicato in Capitanata.

Nel quadro della più ampia azione contro l’evasione fiscale e gli interessi economici della criminalità, i finanzieri di Foggia hanno puntato alla ricerca ed al contrasto dei fenomeni di abusivismo e di illegalità che interessano il mercato dei giochi e delle scommesse. L’attività dei Reparti dipendenti si è sviluppata attraverso indagini di polizia giudiziaria finalizzate alla scoperta delle condotte fraudolenti più gravi e complesse nonché con l’esecuzione di controlli di natura amministrativa, svolti in forma autonoma o in maniera congiunta, nel più ampio quadro dei “piani coordinati di intervento”, eseguiti a livello nazionale in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Interventi eseguiti 64 di cui irregolari 46, violazioni riscontrate 51, soggetti denunciati 19. Giocate “nascoste” al fisco per 5.259.260 euro.

Aggressione agli interessi economico-patrimoniali della criminalità organizzata ed al riciclaggio

L’obiettivo di fondo è stato quello di colpire la delinquenza organizzata nel cuore dei propri interessi economici e patrimoniali, attraverso l’individuazione ed il conseguente sequestro di beni e ricchezze riconducibili a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economica e finanziaria, nonché ai loro prestanome. Complementare a tale ambito operativo, è stata l’attività svolta a tutela del mercato dei capitali. Su questo fronte, l’azione di sevizio ha perseguito lo scopo di ricercare e reprimere tutti i fenomeni illeciti (riciclaggio, usura, trasferimento fraudolento dei valori, ecc.) in grado di inquinare i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza.

Tags: capitanataFoggiaGuardia di Finanzalavoro neroscontrini
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