Alle ore 23 di domenica 8 giugno, l’affluenza alle urne per i cinque referendum abrogativi in corso si ferma poco sopra il 20% a livello nazionale, segnando un forte calo rispetto all’ultimo referendum con quorum raggiunto, quello sull’acqua del 2011, che alla stessa ora aveva già visto il 41% degli aventi diritto recarsi ai seggi.
In Puglia, i dati del Ministero dell’Interno fotografano una partecipazione ancora più bassa: 18,41% l’affluenza regionale. Tra le province pugliesi, Foggia registra il dato più basso con un 16,69%, mentre la provincia con la maggiore affluenza è Bari, che tocca il 21,61%.
Questa la panoramica aggiornata per le province pugliesi alle ore 23: Bari: 21,61%; Taranto: 18,45%; Barletta-Andria-Trani: 20,00%; Lecce: 19,04%; Brindisi: 17,21%; Foggia: 16,69%
Domani, lunedì 9 giugno, i seggi riapriranno dalle 7 alle 15. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura delle urne.
I cinque quesiti al voto
Gli elettori sono chiamati a esprimersi su cinque quesiti referendari: quattro relativi al mondo del lavoro, uno sulla cittadinanza italiana. Ogni scheda ha un colore diverso. Perché ciascun referendum sia valido, è necessario il raggiungimento del quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto.
I quesiti riguardano: Jobs Act: possibilità di reintegro per licenziamenti illegittimi. Indennità di licenziamento nelle piccole imprese. Contratti a termine: reintroduzione delle causali per quelli sotto i 12 mesi. Sicurezza sul lavoro negli appalti. Cittadinanza: riduzione da 10 a 5 anni del periodo minimo di residenza per gli stranieri extracomunitari.
Visti i numeri di affluenza, appare ormai altamente improbabile che venga raggiunto il quorum necessario per l’approvazione di uno qualsiasi dei quesiti. Ma il verdetto definitivo arriverà solo dopo il voto di domani.












