In un’elezione segnata da un astensionismo preoccupante – con un’affluenza ferma al 66% contro il 72,49% del 2019 – il dato che emerge con forza è il risultato personale di Antonio Festa, responsabile del patronato Senas di Orta Nova, che ha raccolto 770 preferenze. Un numero clamoroso, capace di incidere in maniera decisiva all’interno della coalizione di Domenico Di Vito (civiche), uno dei due candidati che si sfideranno nel ballottaggio dell’8 e 9 giugno contro Dino Tarantino (centrodestra).
Festa, da solo, rappresenta circa il 20% dell’intera dote di voti raccolta da Di Vito, che ha chiuso il primo turno con 3.494 consensi. Un peso specifico che lo rende di fatto una lista nella lista, tanto da superare – con il suo solo contributo – ben sette delle undici liste presenti nei quattro schieramenti in corsa. Numeri alla mano, fanno meglio solo “Orta Nova Democratica” (sempre a sostegno di Di Vito), Fratelli d’Italia (per Tarantino, con 1.059 voti) e la civica “Angela Fazi Sindaco” (862 voti).
“Un risultato che mi onora profondamente”
Il diretto interessato ha affidato ai social il suo ringraziamento: “Grazie di cuore a tutti. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine alle 770 cittadine e cittadini che hanno scelto di scrivere il mio nome sulla scheda elettorale. Un risultato che mi onora profondamente e che rappresenta per me un impegno concreto verso la nostra comunità”.
Festa ha voluto rivolgere un pensiero anche a chi, pur non avendo espresso un voto valido, ha comunque manifestato la propria vicinanza: “Un ringraziamento va anche alle 160 persone che, pur con voti poi annullati, hanno comunque manifestato la volontà di sostenermi. Quel gesto, anche se non ha avuto valore formale, ha per me un valore umano enorme. Significa presenza, fiducia, partecipazione”.
Dalle 465 preferenze del 2019 alle 770 di oggi
Il risultato assume una luce ancora più significativa se confrontato con quello ottenuto nel 2019, quando Festa – allora candidato nella coalizione sconfitta guidata da Antonio Di Carlo – si era fermato a 465 preferenze. Oggi, il salto è netto: 930 cittadini tra voti validi e nulli hanno comunque scritto il suo nome. Una crescita che fotografa una capacità di mobilitazione in un contesto difficile, segnato dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose e da un diffuso disincanto verso la politica.
Sulla sua pagina ufficiale, Festa si presenta con una frase che oggi suona quanto mai simbolica: “Difficile fare la cosa giusta se quella sbagliata ti piace da far impazzire”. A giudicare dai numeri, però, questa volta ha convinto in molti a scegliere la strada del cambiamento.













