Da anni si studia la narrazione che i media tradizionali e non danno del Sud Italia. Ne ha scritto tanto il sociologo barese Onofrio Romano. L’analisi del contenuto dei servizi del Tg1 ad esempio ha permesso di trovare alcune delle parole chiave predominanti nella rappresentazione delle notizie sul Mezzogiorno, che sono “cronaca” e “criminalità”; due temi che insieme assorbono il 57,2% del totale delle notizie. Le quattro principali aree tematiche che emergono sono: cronaca, criminalità, welfare e meteo e coprono l’83,6% dei servizi su quella parte del Paese.
In questa rappresentazione spesso alcune province hanno cristallizzato ancora di più le aree tematiche. Prima Palermo, poi Caserta e tutto il napoletano. Oggi la quarta mafia di Foggia, arrivata finalmente e giustamente, dopo la strage del 2017, agli onori della cronaca nazionale.
Tuttavia secondo qualcuno questo unico modo di rappresentare il territorio, quando fatto con troppa enfasi e toni splatter, non fa altro che consolidare ancora di più la presenza e il racconto mafioso.
Ne è convinto Attilio Lupo, storico gioielliere della città e importante player negli anni Novanta in Confcommercio e negli assetti camerali, oggi attento osservatore delle dinamiche del commercio e dell’impresa.
“Mi ha colpito molto il modo in cui è stata trattata la notizia di possibili infiltrazioni mafiose nella società del Foggia Calcio – osserva a l’Immediato -. Mi sarei aspettato da parte dei politici locali un consiglio comunale monotematico, una protesta nei confronti dei vertici Rai. Sappiamo tutti quanto sia centrale il calcio nel Paese. Ed è notorio ormai che il calcio sia diventato un cancro, basti pensare alle indagini sulle curve milanesi alleate della ‘ndrangheta. È giusto che la Dda si esprima su un problema sportivo, ma gli ultras di tutte le tifoserie sono soggetti controversi. Quello che è triste è che non ci sia un sindaco che dica basta con questa narrazione a senso unico. Perché qualcuno del consiglio regionale non va alla sede del tg regionale di Bari a protestare? È il fango gratuito che disattiva a fare economia a Foggia e non crea occasioni di lavoro e quindi foraggia la criminalità. Non vanno certamente salvati i due onorevoli Fallucchi e La Salandra, il secondo anche componente della commissione antimafia, che non hanno detto una sola parola (La Salandra ha inviato un comunicato, ndr). La notizia di un calcio con infiltrazioni mafiose è una macchia che non va solo sulla giacca ma va su tutto il vestito”.
Lupo non censura la notizia, non è assolutamente un negazionista della criminalità organizzata, anzi, ma parla di “deformazione della notizia” in un mondo quello del calcio che è malato ovunque.
“A Bari forse non gira la droga e non ci sono piazze di spaccio? È l’isola felice perché non ne parlano, qualcuno sa controllare bene i media, a differenza dei nostri politici. Il loro silenzio assenso è gravissimo, il loro silenzio vergognoso è a tutti i livelli, locali, regionali e nazionali. Queste persone non vogliono bene a Foggia, non c’è stato un solo politico che sia andato a fare una dichiarazione di dissenso. Qui non si è voluta far nascere una classe imprenditoriale per inerzia delle istituzioni e della Camera di Commercio in particolare. Se c’è una micro impresa effervescente in qualche settore dell’economia a Foggia è solo grazie all’Unifg e alla forza della nostra agricoltura e dell’agroalimentare. Penso a Petrilli, alle tante cantine nate sul territorio, Leone, Borgo Turritto. Dire che il calcio sia la cloaca della città è una manovra destabilizzante”.









