Sarà un gesto simbolico ma denso di significato quello annunciato da Antonio Tutolo, consigliere regionale della Puglia, che martedì 27 maggio si recherà davanti alla sede del Consiglio regionale del Molise a Campobasso. Il tema è tra i più delicati: la gestione dell’acqua, risorsa sempre più scarsa e al centro di un acceso dibattito tra territori confinanti.
“Troppo spreco, l’acqua finisce in mare”
Tutolo lancia l’allarme: circa 120 milioni di metri cubi d’acqua, in eccesso rispetto al fabbisogno del Molise, verrebbero scaricati ogni anno in mare. Una quantità che, secondo il consigliere di Lucera potrebbe essere strategica per due aree in forte sofferenza idrica: i circa 6 mila ettari agricoli del basso Molise e le distese coltivate della Capitanata. “Non si tratta di sottrarre nulla – afferma Tutolo – ma di recuperare quello che viene sprecato. È un danno enorme per l’ambiente e per l’economia agricola”.
Verso una cooperazione interregionale
Il messaggio che il consigliere intende portare a Campobasso è chiaro: “L’acqua non è proprietà di una singola regione. È un bene comune e come tale va gestito, pianificando in modo serio e responsabile. Io non sono per lo scontro, ma per il dialogo: voglio far capire che è possibile trovare un’intesa vantaggiosa per tutti”. Da qui l’appello rivolto alle istituzioni molisane a sedersi a un tavolo con la Puglia per progettare insieme un modello virtuoso di utilizzo delle risorse idriche.
L’ombra della crisi e il futuro dell’agricoltura
La mobilitazione di Tutolo arriva in un momento in cui la crisi idrica sta mettendo a dura prova vaste aree del Sud Italia. La Puglia, da anni alle prese con carenze strutturali e climatiche, guarda con interesse a ogni possibile forma di cooperazione che possa alleviare la sete di territori agricoli strategici. “La Capitanata ha bisogno d’acqua – conclude Tutolo – ma non per ingordigia, bensì per continuare a produrre e creare lavoro. Quell’acqua che oggi finisce inutilizzata può diventare una ricchezza condivisa”.
Martedì, il presidio davanti al Consiglio regionale molisano sarà l’occasione per aprire un nuovo fronte di confronto. E rilanciare una visione della gestione dell’acqua non più come motivo di divisione, ma come opportunità di solidarietà territoriale.












