Giuseppe Conte torna in Puglia per sostenere la corsa del candidato pentastellato Pino Toscano a Triggiano, nel Barese, ma l’attenzione si sposta ben presto sulle tensioni politiche tra il Movimento 5 Stelle e il centrosinistra pugliese. In particolare, su quel filo sottile che lega ancora oggi i cinque stelle alla giunta di Michele Emiliano, in cui sedeva anche Anita Maurodinoia, ex assessora regionale ai trasporti, finita al centro di un’inchiesta per compravendita di voti insieme al marito Sandro Cataldo.
Una vicenda giudiziaria che, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, continua a far discutere, specie a Triggiano, dove si rincorrono voci – finora non confermate – secondo cui un amico di Cataldo figurerebbe nella lista a sostegno di Toscano. Veleni e sospetti che si mescolano a un clima già acceso dalla campagna elettorale.
Conte: “Serve rigore. Non si risponde per gli altri”
Dal palco allestito in piazza Vittorio Veneto, Conte non evita l’argomento. E anzi coglie l’occasione per ribadire la linea del Movimento: “Noi prima di entrare in un progetto lo vagliamo con attenzione, chiediamo garanzie, valutiamo ogni passo”, ha dichiarato l’ex premier. “È chiaro che non puoi rispondere dei tuoi alleati, ma noi vogliamo costruire progetti fondati sulla legalità. Vogliamo sradicare sistemi clientelari che si sono consolidati in Puglia, una politica che si è adagiata nel tempo e che continua a distribuire posti per garantirsi consenso”.
Una presa di distanza netta, anche nei confronti dello stesso Emiliano: “Non sono contro di lui – ha detto Conte – ma se ti consolidi per vent’anni nelle stesse dinamiche, è inevitabile che ti adagi. Politica significa confrontarsi apertamente. Se lui è andato in difficoltà quando abbiamo chiesto l’asticella alta, è un problema suo, non nostro”.
“Rispetto per tutti, ma sui valori non si transige”
Conte ha poi spiegato di non aver mai attaccato direttamente il governatore: “È stato lui ad attaccare noi, forse perché ci considera scomodi. Io rispetto tutti, ma sui nostri principi non si può transigere. Se si vuole costruire qualcosa insieme, bisogna mettersi intorno a un tavolo e dirsi le cose con chiarezza”.
Prima di salire sul palco, l’ex premier ha voluto ricordare Rocco Di Cillo, l’agente triggianese della scorta di Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci 33 anni fa, insieme alla moglie del magistrato Francesca Morvillo e ai colleghi Antonio Montinaro e Vito Schifani. Un omaggio sobrio ma sentito, per riaffermare l’impegno del Movimento sui temi della legalità e della memoria.
Tanti dubbi, pochi sostenitori
In una piazza gremita solo a metà – presenti i parlamentari Dell’Olio, Del Grosso, L’Abbate, gli eurodeputati Furore e Palmisano, alcuni consiglieri regionali e comunali – Giuseppe Conte ha concluso il suo intervento con un appello ai cittadini, mentre dagli altoparlanti rimbalzavano le note degli Articolo 31: “Noi, gente che spera”.
Un comizio dai toni pacati ma fermi, che ribadisce la volontà dei 5 Stelle di mantenere una linea di rigore anche nei rapporti con gli ex alleati. Ma anche un passaggio che segna un ulteriore solco tra il Movimento e una parte del centrosinistra pugliese, in vista delle future scadenze elettorali.












