Due esplosioni nella notte, un territorio allo stremo e una richiesta di aiuto rivolta direttamente a Roma. A lanciare l’allarme è Nunzio Angiola, consigliere comunale di Foggia e segretario provinciale del movimento politico Cambia, che definisce la situazione della Capitanata come un vero e proprio “assedio criminale”.
Bancomat esplosi a Foggia e Manfredonia
L’ultimo campanello d’allarme è arrivato nelle scorse ore con due gravi episodi: a Foggia, l’esplosione del bancomat della posta centrale in viale XXIV Maggio; a Manfredonia, un assalto simile ha colpito lo sportello di una banca in via Di Vittorio. Due azioni criminali coordinate, presumibilmente messe a segno da gruppi organizzati, che si aggiungono a una lunga scia di episodi analoghi registrati nelle scorse settimane.
“Territorio abbandonato, servono rinforzi subito”
La risposta, secondo Angiola, non può più attendere. “Chiediamo con urgenza al Governo e al Ministero dell’Interno – afferma – un piano straordinario di potenziamento degli organici e delle risorse per le forze dell’ordine nella provincia di Foggia. È necessario garantire la sicurezza dei cittadini e ristabilire la legalità in un territorio che non può essere lasciato solo nella lotta contro la criminalità”.
Il segretario provinciale di Cambia evidenzia come la provincia sia gravemente sotto organico. Secondo le stime del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), mancherebbero almeno 150 agenti, con una pianta organica ferma da decenni e incapace di far fronte all’evoluzione della minaccia criminale.
Volanti insufficienti, stradale in difficoltà
La carenza di uomini si traduce in gravi limiti operativi: in alcuni commissariati della provincia, denuncia Angiola, non è garantita una volante operativa h24, mentre la Polizia Stradale si trova a operare con 34 agenti contro i 45 previsti, nonostante la rete viaria della Capitanata sia tra le più pericolose in termini di incidentalità.
Criminalità in espansione
“Criminalità comune e organizzata trovano terreno fertile – sottolinea Angiola –. Ricorrono a metodi violenti e intimidatori, consapevoli di una presenza istituzionale che non riesce a presidiare adeguatamente il territorio. È questa la vera emergenza: la Capitanata rischia di diventare zona franca per chi delinque”.
L’ex deputato torna a chiedere una reazione istituzionale concreta e immediata: “Non bastano più le promesse. Servono uomini, mezzi, strategie di prevenzione e una presenza dello Stato che sia visibile, forte e continuativa. La sicurezza è un diritto dei cittadini e non può essere compromessa da ritardi burocratici o scelte politiche miopi”.
Il messaggio è chiaro: Foggia e la sua provincia non chiedono privilegi, ma attenzione proporzionata alla gravità della situazione, e soprattutto, un piano d’azione che restituisca fiducia a una comunità sempre più stanca di vivere nella paura.









