La crisi politica che da mesi aleggia su Palazzo di Città si fa ora più esplicita. Partito Socialista Italiano e Italia del Meridione, fino ad oggi parte integrante della maggioranza che sostiene la sindaca Maria Aida Episcopo, hanno annunciato in conferenza stampa la nascita di una federazione consiliare autonoma e un cambio di rotta nel rapporto con l’esecutivo: “Appoggio esterno, ma critico”, hanno dichiarato, lasciando intendere una rottura ormai definitiva nella fiducia verso la sindaca e la sua giunta.
Un passaggio politico pesante, che mette nero su bianco la frattura interna alla coalizione, aggravando una situazione già compromessa da settimane di verifiche politiche inconcludenti, tensioni sotterranee e una crescente distanza tra le forze che avevano contribuito alla vittoria elettorale.
Angiola: “Chi ha promesso cambiamento spieghi perché tutto si è fermato”
A commentare con durezza quanto accaduto è stato anche il segretario provinciale di Cambia, Nunzio Angiola, consigliere comunale di opposizione, che ha definito il momento politico “gravissimo”. “Chi ha promesso che sarebbe stata tutta un’altra storia – afferma – oggi deve spiegare ai cittadini perché tutto si è fermato, o peggio, perché nulla è mai partito davvero. Il malessere è profondo, il progetto si sta sgretolando”.
Angiola ricorda come non siano solo i socialisti e IdM ad aver preso le distanze dall’amministrazione: “Nei giorni scorsi anche Azione, con il segretario provinciale Matteo Iacovelli, ha lanciato accuse pesanti: un’amministrazione chiusa, senza visione, incapace di coinvolgere chi l’ha sostenuta. E poi c’è il gesto eclatante del Movimento 5 Stelle, che ha abbandonato l’aula durante l’approvazione del rendiconto 2024: un segnale che parla chiaro”.
“Non si governa cercando solo di restare sulle poltrone”
Per il leader di Cambia, la situazione della maggioranza Episcopo è ormai compromessa. “Si governa con visione, coraggio, rispetto per i cittadini – ha detto Angiola – non cercando di resistere aggrappati alle poltrone. La città è ferma, paralizzata da silenzi e malumori che ormai nessuno riesce più a nascondere”.
Il rischio che la crisi politica si trasformi in paralisi amministrativa appare sempre più concreto. E mentre si moltiplicano gli appelli a una nuova fase politica, il dato di fatto è che la maggioranza che aveva promesso una svolta per Foggia scricchiola sotto il peso delle sue contraddizioni interne. E la città, intanto, attende risposte.











