Il docente associato di diritto civile dell’Università di Bari Fabrizio Volpe è stato sospeso in via cautelare dall’insegnamento, su deliberazione del collegio di disciplina dell’Ateneo. La decisione è arrivata dopo la condanna in primo grado a cinque anni di reclusione per induzione indebita a dare o promettere utilità: il professore avrebbe preteso da una studentessa soldi o sesso in cambio del superamento degli esami universitari.
A darne notizia è La Gazzetta del Mezzogiorno, che riporta i dettagli di una sentenza giunta dopo oltre dieci anni dai fatti contestati, risalenti al biennio 2014-2015. Il tribunale ha anche disposto il risarcimento del danno d’immagine all’Università di Bari, stabilendo una provvisionale di 30mila euro a carico del docente.
“Rapporti o pagamenti, altrimenti non puoi laurearti”
Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Bari, l’allora ventitreenne studentessa sarebbe stata costretta «in più occasioni» a subire avances e tentativi di abuso nello studio privato del professore. Dopo il rifiuto, Volpe le avrebbe imposto di versargli 500 euro per ciascun esame, cifra che in almeno un caso sarebbe salita a 1.000 euro in contanti per superare diritto civile. Le richieste sarebbero state accompagnate, secondo l’accusa, dalla minaccia di ostacolare il regolare corso degli studi della giovane, sfruttando il proprio ruolo accademico e i rapporti con altri docenti.
La Procura aveva inizialmente contestato i reati di concussione e violenza sessuale, ma il collegio giudicante ha ridimensionato l’impianto accusatorio: concussione derubricata a induzione indebita (reato per il quale è giunta la condanna), violenza sessuale trasformata in tentata violenza, dichiarata prescritta.
Nessuna parte civile, ma danno all’Università
La studentessa aveva nel tempo revocato la propria costituzione di parte civile, ma il tribunale ha comunque riconosciuto il danno arrecato all’immagine dell’Ateneo. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nei prossimi giorni.
Difesa pronta ad appellarsi. Volpe: “Accuse infondate”
Fabrizio Volpe ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo di aver mantenuto comportamenti corretti e legittimi. Dopo il deposito delle motivazioni, la difesa potrà proporre appello. Potrebbe inoltre impugnare anche la sospensione cautelare davanti al Tar, come già fatto in passato per un altro provvedimento adottato dall’Università nei suoi confronti, poi annullato con reintegro.
La vicenda resta aperta sul piano giudiziario, ma intanto l’Ateneo ha deciso di sospendere il professore in attesa della definizione definitiva del procedimento penale.













