La FP Cgil Foggia interviene dopo la morte del dipendente Amiu Foggia, Leonardo Di Tuccio, deceduto durante il turno di lavoro, esprimendo cordoglio alla famiglia e ai colleghi e chiedendo che venga fatta piena luce sulle cause della tragedia.
Il sindacato precisa innanzitutto che, allo stato attuale, non sono note le cause mediche del decesso né è possibile affermare se l’ondata di calore abbia avuto un ruolo diretto. Saranno, sottolinea la FP Cgil, la magistratura e gli organi competenti ad accertare la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.
La richiesta di interventi contro lo stress termico
Pur evitando conclusioni anticipate, il sindacato richiama l’attenzione sugli aspetti legati alla prevenzione.
La FP Cgil ricorda infatti di aver inviato già il 17 giugno 2026 una nota formale alle aziende pubbliche e private che gestiscono i servizi ambientali in provincia di Foggia, oltre che allo Spesal dell’Asl Foggia, all’Ispettorato territoriale del lavoro e ai sindaci, per chiedere l’adozione di misure straordinarie contro lo stress termico.
Nella comunicazione il sindacato evidenziava che l’efficienza del servizio non può essere garantita a discapito della salute dei lavoratori e che mantenere invariati i ritmi di lavoro nelle ore di maggiore calore significa esporre il personale a rischi rilevanti.
Le proposte avanzate dal sindacato
Tra le richieste avanzate figuravano la rimodulazione degli orari di lavoro con l’anticipazione dei turni alle prime ore del mattino o nelle fasce serali e notturne, la sospensione delle attività svolte a piedi, come lo spazzamento e il porta a porta manuale, nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 nei giorni classificati a rischio elevato dalla piattaforma Worklimate.
La FP Cgil chiedeva inoltre verifiche sul corretto funzionamento dei sistemi di climatizzazione dei mezzi di raccolta e la costante disponibilità di acqua potabile fresca e integratori salini per il personale impegnato all’aperto.
“Amiu non ha ancora convocato il tavolo di confronto”
Secondo il sindacato, mentre alcune aziende del territorio avrebbero già dato riscontri alle richieste avanzate, Amiu Foggia non avrebbe ancora convocato il tavolo di confronto sindacale richiesto per discutere le misure organizzative previste dalla normativa e dall’ordinanza della Regione Puglia sul rischio da stress termico.
Una situazione che la FP Cgil definisce non più sostenibile, sottolineando come il confronto tecnico richiesto non sia mai stato avviato.
“Massima trasparenza sull’accaduto”
La Funzione Pubblica Cgil ribadisce che questo non è il momento di formulare sentenze o alimentare polemiche, ma assicura che seguirà con attenzione l’evolversi della vicenda.
L’organizzazione sindacale annuncia che metterà in campo ogni iniziativa utile a collaborare con gli organi di vigilanza affinché venga accertata la verità su quanto accaduto e affinché la sicurezza dei lavoratori dell’igiene urbana diventi una priorità concreta.









