È il giorno del Conclave. Alle 16.30 di oggi, lunedì 5 maggio, i 133 cardinali elettori si riuniranno nella Cappella Sistina per dare inizio all’elezione del 267esimo Papa della Chiesa cattolica, successore di Francesco, deceduto nei giorni scorsi. L’avvio del Conclave prevede, nella giornata inaugurale, una sola votazione e quindi una sola fumata, mentre da martedì le fumate previste saranno due al giorno: una al mattino e una al pomeriggio.
L’elezione del nuovo Papa
Perché un candidato sia eletto Sommo Pontefice è necessario che ottenga almeno i due terzi dei voti. Nel Conclave in corso significa 89 preferenze su 133. Se ciò non dovesse accadere nei primi scrutini, le votazioni si ripeteranno secondo le regole fissate dalla costituzione apostolica, con pause di riflessione e preghiera a intervalli regolari.
Ogni cardinale elettore scriverà su una scheda rettangolare il nome prescelto sotto la formula latina “Eligo in Summum Pontificem”, dopodiché la piegherà e la deporrà in un’urna sull’altare della Cappella, recitando una formula solenne: “Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto.”
Lo spoglio e la fumata
Le schede, una volta raccolte, vengono contate, lette e infilzate con ago e filo per essere conservate con cura. Dopo la verifica del numero di schede e dei voti, vengono bruciate in una speciale stufa in ghisa, introdotta nel Conclave del 1939. Una seconda stufa, del 2005, è invece collegata a un sistema per la produzione delle fumate colorate: nera se l’elezione non è avvenuta, bianca se è stato raggiunto il quorum per l’elezione del nuovo Papa.
In caso di errore nel numero delle schede rispetto al numero degli elettori, l’intera votazione viene annullata e si procede subito a un nuovo scrutinio. Le votazioni si svolgono fino a un massimo di sette per serie, intervallate da pause spirituali in caso di stallo.
Il rituale della scelta
Se dopo molti scrutini ancora non si giunge a una decisione, i cardinali saranno tenuti a votare scegliendo tra i due nomi più votati nello scrutinio precedente. Anche in questa fase, resta valida la regola dei due terzi per l’elezione. I due cardinali in questione, in quel caso, non potranno votare.
Il mondo è in attesa. Gli occhi sono puntati sul comignolo della Cappella Sistina da cui si alzerà il fumo che indicherà se è stato scelto il nuovo Papa. Potrebbe essere oggi, ma più probabilmente nei prossimi giorni. Intanto, il rituale millenario che guida la successione di Pietro entra nel vivo.











