Cumuli di rifiuti abbandonati, erbacce cresciute intorno a sacchi di plastica, carcasse di elettrodomestici e materiali ingombranti. È l’immagine che si presenta da tempo lungo la Statale 16 bis, precisamente al chilometro 704, in direzione da Cerignola verso Foggia. A documentarlo è una segnalazione giunta in redazione da parte di un cittadino, corredata da fotografie eloquenti: una vera e propria discarica a cielo aperto che, a detta di chi transita spesso su quel tratto, “è lì da anni”.
Un degrado visibile e ignorato
La zona interessata è ben visibile da chi percorre quotidianamente la carreggiata, ma nonostante il degrado sia sotto gli occhi di tutti, non risulta alcun intervento risolutivo da parte degli enti preposti. La segnalazione denuncia non solo l’abbandono sistematico dei rifiuti, ma anche la pericolosità della situazione per l’ambiente e per la salute pubblica.
“È vergognoso che nel 2024 un tratto di strada così trafficato venga ridotto a pattumiera a cielo aperto – scrive l’autore della denuncia – La Puglia è diventata una discarica diffusa, e l’auspicio è che si smuovano le coscienze di chi amministra e controlla”.
L’appello alle istituzioni
Il cittadino si rivolge direttamente alle autorità competenti: Anas, comuni limitrofi, provincia e Regione, chiedendo un intervento urgente di bonifica e controllo, ma anche l’installazione di sistemi di sorveglianza per scoraggiare l’abbandono selvaggio di rifiuti.
La denuncia, che si unisce a decine di segnalazioni simili provenienti da altri tratti della rete stradale pugliese, riporta l’attenzione su un problema strutturale: l’assenza di monitoraggio costante e di sanzioni efficaci nei confronti dei responsabili.
Un problema di civiltà e legalità
La questione va oltre il decoro urbano: si tratta di un tema di legalità e rispetto del territorio. L’abbandono di rifiuti è un reato ambientale e come tale va trattato. Se non fermato, alimenta un circolo vizioso di incuria e degrado che si riflette sull’intera comunità.
L’auspicio è che la segnalazione non resti inascoltata, ma rappresenti un punto di partenza per interventi concreti, affinché quel tratto della Statale 16 bis possa tornare a essere una strada, e non un simbolo dell’abbandono.













