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Home - Parco del Gargano sotto tiro, ambientalisti e sindaci contro la gestione: “Fallimentare e isolata dal territorio”

Parco del Gargano sotto tiro, ambientalisti e sindaci contro la gestione: “Fallimentare e isolata dal territorio”

WWF, CSN Onlus e amministratori locali denunciano la paralisi dell’ente e chiedono un cambio di rotta per rilanciare tutela ambientale e sviluppo

Di Redazione
8 Marzo 2025
in Cronaca, Gargano
sede Parco del Gargano

sede Parco del Gargano

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È scontro aperto sulla gestione del Parco Nazionale del Gargano, con associazioni ambientaliste e amministratori locali che chiedono un intervento immediato del Ministero dell’Ambiente. Dopo l’assoluzione con formula piena dell’ex direttrice Maria Villani, il WWF Foggia e il Centro Studi Naturalistici ONLUS puntano il dito contro la guida commissariale dell’ente, chiedendo la revoca immediata del commissario Pasquale Pazienza e del direttore facente funzione.

A unirsi al coro delle critiche è anche Pierpaolo D’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo ed esponente del Partito Democratico, che definisce il Parco “fermo e isolato”, privo di una reale strategia di sviluppo territoriale.

WWF e CSN: “Serve una governance trasparente e autorevole”

Nel loro comunicato, WWF Foggia e CSN ONLUS sottolineano come la sentenza di assoluzione di Maria Villani, accusata di peculato per l’uso delle auto di servizio, sia la dimostrazione di una gestione dell’ente basata su epurazioni e logiche di potere, piuttosto che sulla tutela ambientale.

“Abbiamo sempre creduto nella sua innocenza e nella necessità di una guida autorevole per il Parco”, scrivono le associazioni, che denunciano l’isolamento dell’ente dalle realtà locali e dalle associazioni ambientaliste.

La richiesta è chiara: dimissioni immediate del commissario Pasquale Pazienza e del suo staff, e la nomina di una guida capace di riavviare un dialogo con il territorio.

Il sindaco di Monte Sant’Angelo: “Il Parco è un carrozzone inutile”

Ancora più duro il giudizio di Pierpaolo D’Arienzo, che parla di “fallimento totale” nella gestione del Parco Nazionale del Gargano. Secondo il primo cittadino, l’ente non è più un volano di sviluppo, ma un organismo burocratico svuotato di ogni funzione.

Nel suo attacco, D’Arienzo elenca una serie di criticità: Estromissione delle associazioni ambientaliste e di promozione culturale; chiusura totale al dialogo con le guide turistiche e gli operatori locali; ostilità verso i sindaci del territorio; un rapporto privilegiato con il Consorzio di Bonifica Montana in contrasto con le esigenze delle comunità locali

“Il Parco è stato lasciato solo al comando di un presidente che si è dimostrato inadeguato. Ora, come commissario, ha ratificato tutti gli atti adottati in precedenza, senza alcun controllo da parte degli altri organi. Un fatto gravissimo, definito ‘anomalo’ dai livelli superiori”, denuncia D’Arienzo.

Il nodo del Ministero: “Basta snobbare il territorio”

L’appello al Ministero dell’Ambiente è unanime: il Parco ha bisogno di un nuovo presidente e di un direttore in grado di rimettere in piedi l’ente, avviando un dialogo costruttivo con il territorio.

Le associazioni e gli amministratori locali chiedono risposte immediate, annunciando battaglia nel caso in cui il governo decida di mantenere lo status quo.

“Se non ci sarà un cambio di passo, ogni invito al dialogo e al rispetto istituzionale sarà respinto al mittente”, avverte il sindaco D’Arienzo.

La gestione del Parco Nazionale del Gargano si conferma dunque uno dei dossier più caldi della politica locale, con un crescente malcontento che rischia di esplodere in una crisi istituzionale tra amministrazioni locali e governo centrale.

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Tags: gargano
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