Il Governo ha stanziato 10 milioni di euro a sostegno del settore apistico italiano, riconoscendone il valore strategico per l’ambiente e la biodiversità. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, accoglie le richieste della Coldiretti, che da tempo sollecitava misure concrete per supportare gli apicoltori professionisti, duramente colpiti dai cambiamenti climatici e dalla concorrenza sleale dell’importazione di miele dall’estero.
Crescita record in Puglia, ma il settore è sotto pressione
Nonostante le difficoltà, l’apicoltura pugliese continua a registrare una crescita significativa. Secondo i dati della Coldiretti Puglia, negli ultimi anni gli alveari sono aumentati del 167%, mentre il numero di aziende apistiche è cresciuto addirittura del 363%. Oggi sono 1070 le aziende che operano nel settore, producendo una grande varietà di mieli pregiati, dagli agrumi al timo, fino a quelli di eucalipto e millefiori.
Le api, oltre a essere fondamentali per la produzione di miele, svolgono un ruolo essenziale per la biodiversità e l’agricoltura. Secondo la FAO, il 70% della riproduzione delle specie vegetali dipende dall’impollinazione, con un impatto diretto sulla resa di colture come mele, pere, fragole, ciliegie, cocomeri e meloni.
Il problema dell’import sleale: miele a basso costo dall’estero
A minacciare l’apicoltura italiana è anche la crescente importazione di miele dall’estero, spesso di qualità inferiore. Nei primi quattro mesi del 2024, le importazioni sono aumentate dell’11%, con prodotti acquistati a prezzi stracciati, poi rivenduti come nazionali. Secondo un’indagine della Commissione Europea, il 46% del miele importato non rispetterebbe le normative comunitarie, essendo adulterato con sciroppi zuccherini, additivi e coloranti.
I dati più preoccupanti riguardano la Cina, da cui proviene il 74% dei campioni sospetti, e la Turchia, dove addirittura il 93% del miele analizzato è risultato non conforme.
Coldiretti: “Sosteniamo il miele italiano”
Per contrastare la concorrenza sleale e garantire ai consumatori un prodotto di qualità, la Coldiretti invita a verificare attentamente l’etichettatura. Il miele italiano deve riportare chiaramente l’indicazione del Paese di origine, mentre per i prodotti di importazione vengono usate diciture generiche come “miscela di mieli originari della UE” o “miscela di mieli non originari della UE”.
Per evitare di acquistare miele di dubbia provenienza, Coldiretti Puglia consiglia di rivolgersi direttamente ai produttori locali, attraverso aziende agricole, agriturismi e i mercati di Campagna Amica. Un gesto che non solo tutela la qualità del prodotto, ma rappresenta anche un sostegno concreto agli apicoltori italiani, alle api e alla biodiversità.









