Un vero e proprio retroscena politico quello svelato in aula da Giacomo Olivieri, imputato nel processo Codice Interno, che mercoledì mattina ha ricostruito le dinamiche che, a suo dire, avrebbero portato al sabotaggio delle primarie del centrodestra nel 2019 per la scelta del candidato sindaco di Bari. Un’operazione che avrebbe visto coinvolto il governatore Michele Emiliano, con l’obiettivo di far emergere Pasquale Di Rella, ex presidente del Consiglio comunale per il Pd, come candidato del centrodestra.
Nel corso dell’udienza, l’ex consigliere regionale ha dichiarato di essere stato chiamato dallo stesso Emiliano nella sede della Regione per discutere del voto. “Ho interesse che la Lega esca frantumata dalle votazioni del 2019 e che non ci sia un progetto Lega o un progetto centrodestra” avrebbe detto Emiliano, secondo la versione di Olivieri. Da lì la decisione di spingere Di Rella alle primarie aperte del centrodestra, che gli consentirono di ottenere oltre 7mila voti, battendo gli sfidanti Fabio Romito della Lega e Filippo Melchiorre di Fratelli d’Italia.
Emiliano respinge le accuse: “Solo bugie”
Le dichiarazioni di Olivieri hanno scatenato la reazione immediata del governatore pugliese, che ha definito le ricostruzioni “false e calunniose”, annunciando possibili azioni legali. “Vedo che il centrodestra barese continua a servirsi delle bugie di un criminale reo confesso, dando credito a una storiella ridicola” ha dichiarato Emiliano, rigettando ogni accusa e contrattaccando sui presunti legami di Olivieri con il centrodestra.
L’ex consigliere regionale, attualmente in carcere con l’accusa di aver comprato voti dai clan baresi per favorire l’elezione della moglie, ha cercato di difendere la sua posizione, ammettendo di aver distribuito buoni benzina e fatto regali, ma sostenendo che il suo operato rientrava nelle dinamiche diffuse del sottobosco politico.

Sisto all’attacco: “Chiederò risarcimento per diffamazione”
A commentare le dichiarazioni di Emiliano è stato anche il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha annunciato azioni legali contro il governatore. “Quasi un anno fa ho già chiesto un risarcimento danni per diffamazione, ma vedo che insiste” ha dichiarato Sisto alla Gazzetta del Mezzogiorno, ricordando che già nell’aprile del 2024 Emiliano lo aveva accusato di aver beneficiato della presunta compravendita di voti da parte di Olivieri.
Il viceministro ha sottolineato che il governatore pugliese aveva evitato di comparire davanti al mediatore civile, motivo per cui ora la richiesta di risarcimento verrà portata avanti con ancora maggiore determinazione.
Le dichiarazioni emerse in aula potrebbero avere ripercussioni pesanti sul quadro politico barese e pugliese, alimentando lo scontro tra centrodestra e centrosinistra in una vicenda che si intreccia tra giustizia e strategia elettorale.










