Parte l’iter per la riqualificazione del Teatro Mediterraneo presentato questa mattina in Comune a Foggia dalla sindaca Maria Aida Episcopo e dagli assessori Pino Galasso, Davide Emanuele e Alice Amatore insieme ai dirigenti e al progettista Augusto Marasco e al vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese.
Un “traguardo meraviglioso” come è stato definito dall’assessore all’urbanistica e lavori pubblici per un luogo che attendeva da 15 anni un intervento.
“Ricordiamo parecchi fasti che risalgono a diversi lustri fa”, è stato il commento iniziale della prima cittadina. L’assessora alla Cultura ha ricordato “la stagione d”oro” dei grandi concerti con l’assessorato di Tito Salatto. Non solo Bob Dylan, ma anche il jazzista Stefano Bollani, Giorgia, Cremonini, Elisa, i Pooh. La grande opera lirica.
Ma oggi tanti artisti non possono mettere Foggia nei loro tour: “Per troppo tempo il teatro è stato sottratto alla città ed è stato un simbolo di decadenza. Quella stagione di abbandono è finita”, ha sottolineato Amatore, che ha ricordato i numeri della cultura e del turismo nel Pil regionale pari al 20 per cento.
Galasso è stato netto: “Quando si raggiunge un traguardo importante la prima cosa che bisogna fare è riconoscere il ruolo di chi ha lavorato: Carlo Dicesare, Concetta Zuccarino e Irene Licari sono i tre Rup che dal 2020 al 2024 si sono avvicendati insieme ai 4 Dirigenti di Area e i 2 verificatori del progetto ingegneri. È stato un procedimento lungo”. L’assessore ha elencato pedissequamente le oltre 30 date che in quattro anni sono state cruciali per l’iter amministrativo. Una lunga full immersion finita il 23 gennaio con la pubblicazione della gara in Gazzetta con 5 giorni di anticipo rispetto al termine ultimo dato per il finanziamento.
Quale sarà il pronoprogramma? Entro l’estate l’assessore conta che possa essere aggiudicata la gara del primo stralcio funzionale di 6 milioni.
Circa 1 milione di euro sarà poi stanziato per le forniture per attrezzature, scenotecniche e audioluci.
“Prevediamo di fare la gara nel secondo semestre, il termine è stimato nel secondo semestre del 2026. Stiamo lavorando alla chiusura del secondo stralcio”.
Da 3095 a 3300, il teatro conferma i posti suddivisi su tre ordini differenti. Accanto agli spazi teatrali ci sono un bar da 110 metri quadrati, dei laboratori da 80 metri, un esterno da 640 metri quadri, 6 camerini con 900 metri quadri.
Galasso si è lasciato andare anche ad un momento di memoria, donando a Raffaele Piemontese un vecchio biglietto di uno spettacolo di Claudio Baglioni datato 2000: “Baglioni ha annunciato che nel 2026 farà il suo ultimo grande tour, potremmo invitarlo anche a Foggia”.
“Sono contento – ha rimarcato l’assessore regionale – perché abbiamo portato a compimento un primo step che mira a trasformare quel grande contenitore culturale oggi abbandonato chiuso e dismesso in un elemento simbolico. I 6 milioni di euro che la Regione Puglia ha stanziato per il Comune di Foggia sono stati stanziati il giorno dopo dell’insediamento dell’amministrazione Episcopo. Abbiamo preteso che queste risorse potessero divenire la speranza di una storia nuova, dal buio e dalla dismissione ad un luogo di produzione. Gli investimenti sulla cultura sono un fattore essenziale per far fermentare l’antimafia sociale per la sfida di una rinascita possibile che riparte da luoghi simbolo. Serve un cambio radicale, con un approccio meno burocratico. Anziché pensare a difendere se stessi, quando si lavora per un obiettivo di interesse regionale non ci sono corresponsabilità di cui aver paura. È stata una scelta politica, la Regione poteva decidere di destinare quei 6 milioni per qualunque opera pubblica, ma abbiamo voluto dare la possibilità al Nord della Puglia di un contenitore culturale importante. Foggia non può essere esclusa da determinati circuiti. La sfida vera è far tirare dritto e senza intoppi il cantiere. C’è stato il primo step, adesso bisogna fare in modo che questo cantiere proceda dritto, veloce e senza intoppi per staccare il primo biglietto per il nuovo spettacolo nel nuovo Teatro Mediterraneo”.
Piemontese ha ribadito che la riqualificazione è “il frutto di un lavoro di filiera istituzionale per una città come Foggia che ha bisogno di attenzione e sostegno politico e che ha il dovere di trasformare quelle attenzioni in opere concrete”. Efficienza, velocità e rapidità efficiente nella realizzazione delle opere. Le parole d’ordine.
“Ero convinto che ce l’avremmo fatta, perché dobbiamo cambiare impostazione, dobbiamo avere la fiducia e l’orgoglio di saper realizzare delle cose e di essere cittadini di una grande città del Sud con tante difficoltà ma che ha voglia di fare passi importanti. Se pensiamo a quell’area di Foggia immagino un anfiteatro con eventi, accanto ad uno dei più grandi parchi urbani, una piscina con un piano di rigenerazione che deve andare ad una riqualificazione complessiva: della nostra stazione aperta da entrambi i lati, dove facciamo altri investimenti, come i servizi sanitari che stiamo destinando a quell’area. L’ottica è quella del fare, senza discussioni infinite. Abbiamo acceso le luci e vogliamo fare rinascere in meglio questa realtà”.
La sindaca è consapevole che lo spazio non può avere la stessa gestione del passato. Gli spazi annessi potrebbero essere affidati all’esterno.
“Non possiamo replicare scippi e vandalismi, non è solo una struttura da ammirare ma da fare condividere con sistemi di vigilanza adeguati. La pinacoteca giorno e notte è sorvegliata, saremo abbastanza attenti. Ci sarà una vigilanza fisica. Per i servizi terzi ristorante e punto snack li elaboreremo per dare il miglior risultato”.
Sul punto è intervenuto anche l’architetto Marasco: “Nella progettazione ci è stato chiesto di prevedere un presidio fisso per la sorveglianza fissa, per non limitare l’utilizzo solo in occasione degli eventi è stato previsto un secondo ingresso per le sale prove e i laboratori. La progettualità è stata indirizzata in questo senso. È stato previsto per la sorveglianza H24”.









