Un’imponente operazione antimafia ha scosso il Salento all’alba di oggi, portando all’arresto di 87 persone su un totale di 112 indagati. L’intervento, coordinato dalla Procura Distrettuale Antimafia di Lecce, ha visto impegnati oltre 470 carabinieri, supportati da unità specializzate e reparti d’élite, in un blitz che ha interessato Lecce e 22 comuni della provincia, toccando anche altre regioni d’Italia.
L’indagine, denominata “Sud Est”, è stata condotta dal 2020 al 2024 e ha permesso di smantellare una rete criminale dedita al narcotraffico, al racket delle estorsioni e alla gestione di armi. Secondo gli inquirenti, il sodalizio criminale faceva capo a Antonio Marco Penza, già condannato per mafia e attualmente detenuto, che avrebbe mantenuto il controllo sulle attività illecite attraverso due gruppi affiliati. Andrea Leo e Francesco Urso, considerati i principali referenti sul territorio, avrebbero gestito in autonomia il traffico di droga in diverse aree del Salento, attraverso un sistema di collaborazione tra clan, una sorta di “joint venture” criminale finalizzata a massimizzare i profitti.
Tra gli elementi chiave emersi dalle indagini, si evidenzia la struttura verticistica del gruppo, caratterizzata da rigidi vincoli gerarchici, una rete di piazze di spaccio ben organizzate e un’efficiente capacità di rigenerarsi. Il traffico di stupefacenti costituiva il core-business del clan, con base operativa a Lecce e ramificazioni nei comuni limitrofi. Le piazze di spaccio individuate includono Racale, Tricase, Scorrano e Maglie, aree strategiche per la distribuzione della droga.
Un aspetto clamoroso dell’operazione riguarda la riapertura di un cold case del 2014: il tentato omicidio di Massimo Caroppo, sopravvissuto a un agguato a colpi di pistola. Grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e alle prove raccolte, gli investigatori sarebbero riusciti a identificare i responsabili dell’attentato, riconducibile a lotte interne tra clan rivali per il controllo del narcotraffico.
Il provvedimento cautelare contesta 127 capi d’imputazione, tra cui associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e detenzione illegale di armi. Durante le indagini sono stati sequestrati 40 kg di stupefacenti, armi da fuoco tra cui pistole e fucili a pompa, oltre a beni per un valore di circa 1,7 milioni di euro, tra cui una nota pizzeria nel centro di Lecce riconducibile a uno degli arrestati.
L’operazione segna un duro colpo alla criminalità organizzata del Salento, ma il procedimento giudiziario è ancora in corso. Gli indagati dovranno ora affrontare gli interrogatori di garanzia e le successive fasi processuali, nel rispetto del principio di presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.










