Il caso della famiglia Nardella che da oltre due anni è costretta a coltivare i propri campi con cumuli di rifiuti speciali. Il rimbalzo di competenze tra ordinanze e ricorsi. L’intervento del responsabile Ufficio Legislativo di CIA – Agricoltori Puglia, Massimo Fragassi. Tutto questo succede a Borgo Cervaro, località ad una decina di chilometri da Foggia. Nel terreno del sig. Nicola Nardella, oggi coltivato a carciofi, dal settembre del 2022 insistono balle di rifiuti speciali, la cui natura non è ancora data sapersi. Franco Mele è l’affittuario che coltiva i carciofi: “Solo tanti danni, non potete immaginare sotto a quelle balle quanti topi che si mangiano i miei carciofi”. Maria Costanza Nardella è la figlia del proprietario. “Continuiamo ad essere ostaggio della burocrazia, nessuno fa niente, sono buoni solo a rimpallarsi le competenze. Intanto noi continuiamo a subire danni morali e ovviamente economici”.
Il caso, e non è l’unico in Capitanata, è stato seguito da CIA-Agricoltori Italiani che attraverso il suo ufficio legislativo. Con il suo responsabile, Fragassi, ci siamo recati sul posto per fare chiarezza su una vicenda gravissima. “In questo caso bisogna distinguere il procedimento penale da quello amministrativo che compete al Comune di Foggia e che serve a stabilire a chi compete la responsabilità economica della rimozione dei rifiuti. La legge, il testo unico dell’ambiente, in questo caso è molto chiara. Il Comune di Foggia laddove comprovi che il proprietario ha colpa per l’abbandono dei rifiuti, può legittimamente chiedere al proprietario di pagare i costi per la rimozione delle eco balle. Diversamente, quando il comune non riscontra questa colpa, spetta evidentemente all’ente. Il 17 settembre scorso – aggiunge Fragassi – il Comune di Foggia ha adottato un’ordinanza sindacale attraverso la quale ha imposto al proprietario del fondo agricolo del sig. Nardella, la rimozione, lo smaltimento dei rifiuti e la bonifica del terreno. Tutto assurdo. La bonifica del terreno va fatta previa una attenta analisi che il comune deve richiedere attraverso l’ASL e la Provincia che a sua volta deve sollecitare l’ARPA.
Il Comune di Foggia ad oggi non ha fatto nessuna delle due cose. Pertanto noi non sappiamo ancora se quel terreno è inquinato o meno. Troppe anomalie giuridiche che dovrebbero far riflettere su come il comune di Foggia affronti queste problematiche. E non è finita. L’ordinanza di bonifica non compete al Comune, ma alla Provincia di Foggia. Sempre secondo il comune di Foggia questo terreno è in stato di abbandono, ma come state dimostrando con le vostre immagini il terreno è coltivato a carciofi. Una ordinanza fantasiosa. Ci tengo a precisare che questo campo non prevede una vigilanza”.
Intanto è stata presentata dai proprietari una istanza attraverso la quale si chiede l’annullamento dell’ordinanza del Comune. “Speriamo che il comune capisca, eviterebbe il ricorso al TAR del sig. Nardella che evidentemente si vedrebbe riconosciuta una sentenza favorevole”.









