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La struttura “Cromatografia e Spettrometria di Massa” del Policlinico di Foggia, diretta dalla professoressa Claudia Piccoli, sta guidando una vera rivoluzione nell’ambito dell’analisi, grazie al monitoraggio dei farmaci nei percorsi terapeutici. “La spettrometria di massa – spiega la docente dell’Università di Foggia – è una tecnica analitica che consente di identificare e quantificare un gran numero di molecole presenti anche in quantità minime. È ampiamente utilizzata in vari ambiti di ricerca, nonché nelle industrie farmaceutiche, alimentari e nei laboratori di analisi ambientali. Negli ultimi anni ha assunto un ruolo crescente in ambito clinico ed è ormai considerata una rivoluzione per la medicina di laboratorio, sia a livello diagnostico che prognostico”.
I vantaggi di questa metodologia sono molteplici. Le applicazioni più sviluppate nella diagnostica clinica interessano diversi ambiti, dall’endocrinologia alla medicina forense, dalla tossicologia alla microbiologia. Al Policlinico Riuniti è stato introdotto il monitoraggio terapeutico dei farmaci.
“Ogni farmaco – sottolinea Piccoli – ha una dose terapeutica ottimale che deve essere mantenuta nell’organismo per garantirne l’efficacia. In molti casi, la differenza tra la concentrazione efficace e quella tossica può essere molto sottile, e il monitoraggio risulta determinante”. In sostanza, l’obiettivo è preservare l’efficacia terapeutica del farmaco (dosaggio sufficiente), minimizzando il rischio di tossicità (sovradosaggio).
Questo approccio consente trattamenti personalizzati per i pazienti, migliorando l’efficacia e la sicurezza delle terapie e riducendo al contempo la spesa sanitaria. Tra i punti di forza si evidenziano: l’elevata specificità, ossia la capacità di individuare e quantificare molecole con precisione; l’elevata sensibilità, che permette di rilevare molecole presenti in concentrazioni bassissime; la velocità e la versatilità, grazie all’applicabilità a una vasta gamma di molecole. “Inoltre, possiamo analizzare contemporaneamente diversi parametri – aggiunge la professoressa Piccoli – un aspetto particolarmente utile, ad esempio, nel monitoraggio dei farmaci in pazienti sottoposti a terapie multiple”.
Il servizio, avviato nel 2017 grazie a una pionieristica intuizione del compianto dottor Raffaele Antonetti, oggi rappresenta un punto di riferimento per diverse regioni. “Il dottor Antonetti ha gettato il seme che noi abbiamo fatto crescere, grazie al sostegno delle governance universitaria e ospedaliera, oltre alla preziosa collaborazione del personale che ha creduto nel progetto: i due dirigenti (dott. Giacomo Lettini, dott.ssa Annamaria D’Aprile), i tecnici (dott. Francesco Cocco, dott.ssa Maria Cristina Cornacchia, dott.ssa Maria Assunta Carboni), l’infermiera Rita De Meo e l’operatrice socio-sanitaria Elisa Bisceglia“.
Un lavoro di squadra che sta dando risultati eccellenti. “Siamo gli unici a offrire un ampio ventaglio di prestazioni in un’area geografica che include Puglia, Calabria, Basilicata e Molise – afferma con orgoglio il dottor Lettini –. Negli ultimi due anni abbiamo sviluppato una mobilità attiva significativa”.
Il dosaggio delle vitamine è un altro filone di particolare interesse. “È cruciale per identificare sintomi da carenza o eccesso – precisa la dottoressa D’Aprile – poiché si tratta di composti coinvolti in numerosi processi metabolici. Garantire un apporto equilibrato attraverso la dieta è fondamentale, e le analisi svolte nel nostro laboratorio rappresentano un supporto diagnostico importante”.
L’auspicio per il futuro è potenziare la dotazione strumentale per ampliare le prestazioni erogate, con l’obiettivo di creare un centro di diagnostica avanzata dotato di tecnologie e metodologie all’avanguardia.








