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Home - Mafia a Foggia, il punto della DIA: “Qui 103 interdittive antimafia, ci sono aziende ‘dopate’ da fondi criminali”

Mafia a Foggia, il punto della DIA: “Qui 103 interdittive antimafia, ci sono aziende ‘dopate’ da fondi criminali”

Il direttore Iannucci ha incontrato i giornalisti per presentare il calendario 2025 incentrato sull'espressione "Follow the money". "Combattiamo la concorrenza sleale"

Di Francesco Pesante
11 Dicembre 2024
in Cronaca, Foggia, Immediato TV
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“Follow the money”. Il Calendario 2025 della Direzione Investigativa Antimafia è focalizzato sull’inseguimento del denaro, da uno slogan reso popolare dal film del 1976 “Tutti gli uomini del Presidente” sui giornalisti che scoperchiarono lo scandalo Watergate e che suggeriva come la corruzione politica potesse essere portata alla luce esaminando i trasferimenti di denaro tra i responsabili degli illeciti. L’opera, arricchita anche da suggestive immagini d’archivio e da una copertina d’autore realizzata dall’artista contemporaneo Rosario Oliva, muove proprio dalle origini “cinematografiche” del motto con un omaggio a Giovanni Falcone, artefice della nascita degli attuali organismi antimafia.

La presentazione del calendario è stata occasione per il punto della situazione sul lavoro della Dia di Foggia, guidata fin dalla sua istituzione nel febbraio 2020 da un tenente colonnello dei carabinieri, il romano Paolo Iannucci. “Abbiamo ottenuto risultati evidenti analizzando il mondo economico e finanziario della mafia di Capitanata. I soldi sporchi, pur finendo nel mondo lecito, rappresentano un doping che favorisce la concorrenza sleale”. Iannucci si è soffermato molto sulle interdittive antimafia, strumento utilizzato dalle prefetture per arginare l’infiltrazione dei clan nelle imprese. “Dal 15 febbraio 2020 ad oggi ci sono state 103 interdittive in provincia di Foggia, solo una annullata dal Tar. Più sei di prevenzione. L’interdittiva serve proprio a togliere il ‘doping’ a certe aziende premiando altre che scelgono di non ricevere fondi criminali”.

Ma l’interdittiva non è un “colpo d’ascia” come qualcuno vuole far credere ma il risultato di un lavoro approfondito e ponderato. “Basti pensare – ha evidenziato Iannucci – che sono state spiccate 103 interdittive su circa 5mila società analizzate rispetto alle 10mila richieste, ciò vuol dire che moltissime operano correttamente. Dietro un’interdittiva c’e un lavoro approfondito da parte del gruppo interforze antimafia che analizza assetti societari e white list. L’avviso del procedimento si basa sempre su sospetti fondati, ma si dà anche il tempo all’imprenditore di presentare contro deduzioni e di essere ascoltato dal gruppo interforze. In seguito all’audizione si decide di proseguire o meno. In alcuni casi c’è anche la prevenzione collaborativa che rappresenta una misura più morbida. Insomma, si tratta del frutto di un lavoro importante, anche perché, in caso di errore, la Prefettura è tenuta a versare un risarcimento. Dunque stiamo parlando di provvedimenti ben regolati, che in molti casi servono a bonificare le aziende per reimmetterle sul mercato lecito. A Foggia è successo, ma ci sono stati anche casi di società interdette nuovamente”.

Poi Iannucci ha snocciolato alcuni dati: “In 5 anni abbiamo sequestrato circa 19 milioni di euro ai patrimoni criminali, ma arriviamo fino a 30 milioni considerando anche i beni. Abbiamo arrestato oltre 35 persone, sequestrato oltre 10 chili di droga e applicato cinque misure di prevenzione di cui tre patrimoniali. A questo si aggiunge il monitoraggio di 80 società che operano sui cantieri dell’alta velocità. Sono stati anni di grande studio del tessuto economico locale allo scopo di tenerlo pulito e garantire lealtà nella concorrenza economica”.

Infine, ha ricordato l’importante operazione nei confronti di Rocco Moretti, 74enne boss di Foggia, al quale sono stati sottratti ingenti patrimoni ad inizio 2024. “In quel caso siamo riusciti a ricostruire la storia quarantennale di Moretti e dei suoi parenti. Abbiamo ricostruito il patrimonio di tutti questi soggetti nel corso degli anni in cui il boss è stato protagonista di fatti criminali”. Un lavoro certosino con una mission ben precisa: “Follow the money”.

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Tags: DiaFoggiaIannucci
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