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Home - Riordino province, dalla Regione Puglia “solo” 6,2 milioni. “Possiamo assorbire 215 unità”

Riordino province, dalla Regione Puglia “solo” 6,2 milioni. “Possiamo assorbire 215 unità”

Di redazione
10 Maggio 2016
in Politica
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consiglio regione puglia

Ampio e approfondito il dibattito che si è avuto dopo l’illustrazione da parte del presidente della VII commissione, sul disegno di legge che completa il processo di riordino previsto dalla legge regionale 30 ottobre 2015, numero 31. Ricordando il voto contrario espresso sul precedente provvedimento – motivato dalla convinzione che la Giunta stava solamente rincorrendo la scadenza del termine previsto dalla legge Delrio – il capogruppo di Forza Italia Andrea Caroppo ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’assessorato nella prosecuzione e nel completamento del percorso di costruzione di un nuovo modello di governance regionale e territoriale, con l’individuazione di settori strategici in cui la Regione ritiene di doversi riprendere un ruolo di programmazione”. Per quanto riguarda le funzioni poi, “non ci siano dubbi che la formazione professionale è una funzione che rimarrà in capo alla Regione, come condiviso dalla Giunta stessa”.
Molto critica la posizione dei Conservatori e Riformisti, secondo i quali la Regione deve decidere di acquisire una capacità di programmazione, una capacità di analisi, una capacità di valutazione dei fabbisogni per poter poi porre rimedio, senza invece limitarsi a rincorrere le emergenze”. Il capogruppo Ignazio Zullo ha puntato il dito contro la copertura di spesa del provvedimento, che “non può essere aleatoria, non può legarsi all’eventualità, non può essere “fino a”, a fronte, invece, di compiti che vengono affidati ai Comuni o vengono affidati ad altri soggetti o avocati a sé dalla Regione”.
“Atteggiamento collaborativo e mai di ostruzionismo” quello di Area Popolare, interessato a portare avanti temi concreti “visto che il 18 maggio dovrebbe essere l’ultimo giorno possibile per stare sull’Osservatorio e, quindi, per i dipendenti delle Province per avere certezza di dove collocarsi”. Il capogruppo De Leonardis ha focalizzato il suo intervento sulla questione del personale della Provincia di Foggia, con particolare riferimento alla situazione dei dipendenti del settore cultura e delle società partecipate.
“Un provvedimento che non garantisce sicurezza a nessuno, né ai lavoratori, né ai cittadini, né ai Comuni, secondo la consigliera 5 stelle Grazia Di Bari, che ha criticato aspramente la mancanza di una precisa attribuzione delle funzioni, “che determina confusione e paralisi in settori importanti, tra cui l’edilizia scolastica”.
“Parliamo, sostanzialmente, della necessità per la Regione di fare la propria parte”. Il capogruppo Pd Michele Mazzarano ha provato a mettere da parte le polemiche, ribadendo che “siamo in una fase di transizione per quello che riguarda la ridefinizione e il nuovo disegno dell’architettura istituzionale del Paese. Ci muoviamo dentro confini prestabiliti: da una parte gli spazi assunzionali, che derivano dalla sostenibilità finanziaria di questo provvedimento. Dall’altra la necessità di dare risposte all’incertezza in cui vivono i dipendenti. Per cui ottemperiamo con precisione a queste esigenze e proviamo a fare la nostra parte. Se si vuole interloquire con il Governo nazionale, bisogna avere le carte in regola e la Puglia si sta adoperando per questo”.
Secondo il presidente della VII commissione e relatore, Saverio Congedo “si sarebbe dovuto fare uno sforzo nel potenziare, cioè nel dare lo stesso rango alle Città metropolitane e alle ex Province, aree vaste, perché il rischio è realmente quello di avere una Regione a doppia trazione. Così come quando si parla del livello nazionale si dice che esiste un nord e un sud che vanno a velocità diverse, il rischio, in prospettiva, è quello di avere aree che hanno capacità di intervento sui territori completamente diverse. Il rischio è realmente quello di una distribuzione disomogenea sul territorio pugliese, sui cittadini, delle funzioni oggetto di riordino”.

consiglio puglia

Agli interventi dei consiglieri, è seguita la replica dell’assessore al Personale, Antonio Nunziante. Nel ribadire lo sforzo fatto sul personale, il vicepresidente della Giunta, ha spiegato che le capacità assunzionali 2015-2016 sono pari a circa 6,2 milioni di euro, che consentono di assorbire 215 unità. Dopodiché, a valere sugli anni 2013 e 2014, che non hanno nessun vincolo di legge, si procederà nel 2017 e 2018 dei vincitori del concorso Ripam, e successivamente alle stabilizzazioni.
Rispondendo al capogruppo di Forza Italia Andrea Caroppo, l’assessore ha annunciato l’intenzione di riprendere la legge regionale del 2014 relativamente alla fusione e all’associazione dei Comuni, per creare un miglioramento nei servizi erogati alla cittadinanza.
Per quanto riguarda invece la questione del trasferimento degli immobili delle ex Province, sollecitata dal consigliere di Forza Italia Nino Marmo, l’assessore ha annunciato per domani un incontro al Ministero con il sottosegretario per i beni culturali, per capire come risolvere il nodo della proprietà.
Rispondendo a Rosa Barone del Movimento 5 stelle, Nunziante ha evidenziato la diversità giuridica tra Province o aree vaste e Città metropolitane, che determina una diversità di collocazione del personale.
Sulla questione del personale del settore caccia e pesca, sollecitata dal consigliere regionale di FI Giandiego Gatta, ha dichiarato l’impossibilità ad assumere data la mancanza di copertura finanziaria. Anche la funzione, per il momento, rimane ai Comuni. Questo non esclude che il problema sarà affrontato in una fase successiva.
Sulla vigilanza rurale, come richiesto da Domenico Damascelli (FI), Nunziante ha annunciato che si sta lavorando ad una delibera di concerto con l’assessorato al personale e l’assessorato all’ambiente. “Dobbiamo capire come devono essere utilizzate queste persone. Stiamo già mettendo mano al Regolamento. Chiediamo un aiuto da parte di tutti, con uno spirito di leale collaborazione”.
Replicando al consigliere Francesco Ventola (CoR), che nel suo intervento aveva criticato la scelta di “lasciare in capo alle Province o, ancor di più, in capo alla Città metropolitana, alcune competenze senza dare loro le risorse finanziarie”, Nunziante ha ribadito il grande sforzo di concertazione, confermato dal fatto che “molte proposte sono passate e sono state accolte proprio in quello spirito di leale collaborazione. In questo caso, penso che non si debba parlare tanto di maggioranza o minoranza. Siamo tutti impegnati nel dare rispetto e dignità alla persona ? mi riferisco ai dipendenti – e rispetto ai servizi erogati al cittadino”.

Piemontese conferma: “Salva la biblioteca di Foggia”

Nell’ambito del consiglio regionale, l’assessore al Bilancio Raffaele Piemontese ha annunciato che “La Magna Capitana” è salva. “Questo – ha scritto il piddino su Facebook – restituisce serenità ai dipendenti delle Province. In Consiglio regionale, abbiamo appena approvato la legge che completa il processo di riordino previsto dalla legge regionale 30 ottobre 2015, n. 31 (Riforma del sistema di governo regionale e territoriale). Con il provvedimento approvato a maggioranza dal Consiglio continua, in particolare, la ricollocazione del personale dichiarato in sovrannumero dalle Province, a completamento del processo di riordino delle funzioni non fondamentali delle stesse”.
E ancora: “Si stabilisce, poi, che la restante capacità assunzionale dell’ente venga utilizzata per ricollocare nell’organico della Regione il personale delle biblioteche e dei musei provinciali, nonché gli addetti alla funzione del turismo. Inoltre – conclude l’assessore regionale -, vengono trasferite alla Regione le funzioni in materia di valorizzazione dei beni culturali, biblioteche, musei e pinacoteche (ad eccezione di quelle attribuite alla Città metropolitana di Bari); quelle di controllo e vigilanza ambientale; turismo; formazione professionale; trasporto e assistenza scolastica agli studenti disabili delle scuole superiori e assistenza specialistica per l’integrazione scolastica degli alunni audiolesi e videolesi”.

Tags: Legge DelrioProvinceregione pugliaRiordino
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