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Home - Mafia e pizzo a Foggia, condanne per quattro “morettiani”. Omertà assoluta dalle vittime

Mafia e pizzo a Foggia, condanne per quattro “morettiani”. Omertà assoluta dalle vittime

Oltre 20 anni di reclusione in totale per Bernardo, Laviano, Carella e Marasco. I commercianti sotto scacco non si costituirono parte civile

Di Francesco Pesante
16 Novembre 2024
in Cronaca, Foggia
In alto Carella con il boss Pasquale Moretti e Fabio Bernardo; sotto, la pm Bruna Manganelli

In alto Carella con il boss Pasquale Moretti e Fabio Bernardo; sotto, la pm Bruna Manganelli

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Tempo di condanne per alcuni membri del clan Moretti-Pellegrino-Lanza della Società Foggiana accusati di pizzo e mafia. Con rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) il Tribunale di Bari ha inflitto 7 anni e 4 mesi a Fabio Bernardo, 33enne, 5 anni e 4 mesi a Moreno Laviano, 40enne figlio di Giuseppe, vittima di lupara bianca nel 1989, 5 anni e 8 mesi ad Andrea Carella, 27enne e 5 anni ad Alessandro Marasco, 40enne. Decisioni in linea con le richieste avanzate dalla pm della Dda di Bari, Bruna Manganelli. Per Bernardo e Carella si tratta dell’ennesima condanna dopo quelle, sempre per storie di racket, subite negli ultimi anni.

Le pene inflitte dal giudice barese nelle scorse ore riguardano tre estorsioni e una tentata estorsione a due fratelli commercianti ai mercati rionali, un benzinaio e un privato. Nessuna delle vittime si è costituita parte civile. L’inchiesta ha evidenziato ancora una volta il clima di omertà a Foggia e il metodo “dell’estorsione ambientale”, in buona sostanza non è necessario minacciare o spaventare i commercianti per ottenere i soldi del pizzo. Questo in virtù della “fama” acquisita dai clan mafiosi della città.

Le carte dell’inchiesta ricostruirono le intimidazioni a carico di un commerciante di casalinghi presso i mercati rionali di Foggia e degli “effetti negativi per la sua incolumità” in caso di mancata adesione alla pretese economiche del clan. “Ti prendi le conseguenze; ti fanno i dispetti”. La vittima sarebbe stata “costretta a sottostare alle richieste di denaro nell’ordine di 5mila euro mensili”.

Un altro commerciante del mercato si sarebbe visto costretto a consegnare mille euro al mese “da ripartire in favore dei gruppi criminali organizzati egemoni sul territorio”. Nel mirino anche il gestore di una stazione di servizio costretto a versare una somma di denaro pari a 500 euro al mese. Un’altra persona sarebbe stata vessata e costretta ad “onorare un debito contratto con Marasco e a consentire il mantenimento in carcere di un nipote dello stesso Marasco”.

Rilevante l’incontro tra Bernardo ed una vittima, durante il quale l’indagato avrebbe avanzato richiesta estorsiva: “Niente… ti prendi le conseguenze“. La vittima: “Mi devi capire ma… se io non lavoro come devo fare, devo rubare per portarteli“. E Bernardo: “Io già ti sarei venuto incontro”.

Successivamente Bernardo sarebbe tornato alla carica con il commerciante: “Vengono giù a casa tua e ti vengono a fare il dispetto”.

Gli inquirenti constatarono un dato allarmante e allo stesso tempo molto frequente: le persone offese non hanno “corroborato o riscontrato la piattaforma indiziaria: tale elemento deve essere considerato alla stregua di un indice inequivocabile della forte capacità intimidatoria del gruppo criminale ‘Società Foggiana’ e sintomo dell’omertà assoluta che consegue al suo indiscusso predominio sul territorio”.

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Tags: FoggiamafiaMoretti
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