La Corte costituzionale ritiene non fondata la questione di costituzionalità della legge Calderoli sull’autonomia differenziata, ma accoglie alcune specifiche questioni contenute nei ricorsi delle Regioni tra cui, in particolare, in quello della Puglia. Lo riporta gazzetta del mezzogiorno. La Consulta ha fatto sapere con un comunicato stampa, “in attesa della sentenza”, che sono “illegittime” specifiche disposizioni contenute nella riforma federalista approvata a giugno ed entrata in vigore a luglio.
Così il governatore della Puglia, Michele Emiliano: “Abbiamo difeso l’unità della Repubblica e l’uguaglianza delle Regioni e dei cittadini italiani. La legge Calderoli, così come concepita dal Governo, è stata completamente destrutturata dalla Corte costituzionale e tecnicamente non esiste più essendo sostanzialmente inapplicabile. Si tratta di una nitida vittoria delle Regioni che hanno proposto il ricorso e non posso che ringraziare il collegio difensivo della Regione Puglia formato dal prof. avv. Massimo Luciani e dal capo dell’Avvocatura della Regione Puglia Rossana Lanza. La Corte Costituzionale ha accolto le plurime censure di incostituzionalità mosse dalle Regioni ricorrenti. Quanto alle poche norme rimaste della Legge Calderoli, la Corte le ha interpretate nel senso voluto dalle Regioni ricorrenti”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. La Puglia è stata la prima Regione a ricorrere alla Corte Costituzionale contro la Legge Calderoli.












