“È morta mia sorella ma hanno ucciso una famiglia intera. Io voglio che tutti devono sapere la verità, perché noi siamo passati per bestie, animali, ma noi non siamo così. Non siamo stati lucidi perchè perdere una sorella in quel modo non si può…”. Sono le parole di Tatiana Pugliese, sorella di Natasha – la ragazza morta durante un intervento al Policlinico Riuniti di Foggia -, durante la trasmissione “Far West”, andata in onda ieri sera su Rai 3. “Una brutta storia, con troppi punti ancora oscuri”, hanno raccontato i giornalisti del programma di approfondimento di Salvo Sottile. “Non possiamo che essere vicini al dolore dei familiari – ha detto il direttore generale del Riuniti, Giuseppe Pasqualone -, è un dolore che non si può in nessun modo giustificare o comprendere. C’è stata un’aggressione abbastanza eclatante”.
Poi prova a ricostruire quel giorno: “Quella notte, come accade spesso, c’è stata un’emergenza che i nostri sanitari hanno trattato in sala operatoria. Purtroppo c’è stato un decesso. Negli ultimi giorni si era verificato un peggioramento della situazione clinica, purtroppo questa paziente ha avuto delle complicanze respiratorie importanti e quindi si è dovuto ricorrere ad un intervento in urgenza che purtroppo non è riuscito perché la situazione era molto compromessa”. Poi le dichiarazioni che hanno scatenato reazioni veementi dei camici bianchi. “Io non so come hanno gestito la comunicazione con la famiglia – ha detto Pasqualone -, perchè c’è dalle parti nostre, soprattutto nel Meridione, per evitare di dire… dire mezza parola. Loro dicono che l’hanno detto, l’hanno fatto… io su questo forse credo un po’ più alla famiglia che ai medici, perché hanno questa abitudine. Se andiamo noi ci trattano così i sanitari… all’estero invece quello è la priorità, se qualcuno protesta perché tu non gli hai dato le informazioni, e scrivono al ministero, tu perdi il posto di lavoro, eh…”.
I medici: “Valutiamo denuncia per diffamazione”
“Le parole del dg del Policlinico di Foggia davanti alle telecamere del programma Far West andato in onda ieri su RAI 3 – denunciano Pierino Di Silverio (segretario Nazionale Anaao Assomed) e Fabrizio Corsi (segretario Anaao del Policlinico) – sono inaccettabili perché minano quel che resta del già fragile rapporto di fiducia tra medico e paziente. Affermare di essere d’accordo su come la famiglia del paziente abbia gestito la situazione – in occasione delle aggressioni al personale sanitario a settembre scorso – perché soprattutto al sud c’è l’abitudine da parte dei medici a evitare di dire, è grave e merita da parte nostra di valutare se sussistono gli estremi per una eventuale denuncia per diffamazione”.
“Chiediamo nel frattempo – aggiungono Di Silverio e Corsi – l’intervento del Presidente della Regione Puglia, della FIASO e di Federsanita perché vengano ripristinati i giusti equilibri e restituita la dignità al nostro lavoro. Ci appelliamo anche al Ministro affinché ristabilisca il rispetto per i professionisti”.
“Continuare ad accanirsi contro il personale sanitario è stupido e insensato e ci porterà inevitabilmente a reagire utilizzando l’unica arma a nostra disposizione, annunciano Di Silverio e Corsi: stato di agitazione e sciopero della categoria”.











