Ha scritto una lettera alla sindaca l’artista e creator digitale Felice Limosani, annunciando di voler ritirare la sua offerta per la città e il Giubileo. Nella missiva ringrazia tutti coloro che hanno accolto favorevolmente l’installazione pensata per i Campi Diomedei, tra cui in particolare la Giunta, la Curia e la Fondazione Monti Uniti, ma appare ormai deciso a rinunciare al suo dono d’arte.
I suoi Cuori pulsanti avrebbero avuto, secondo la sua opinione e quella dei mecenati finanziatori, troppe resistenze e troppe critiche, alcune delle quali anche diffamatorie, nella comunità foggiana. Si è del resto accumulato molto ritardo, se si considera che l’opera avrebbe dovuto essere pronta per gennaio 2025 per l’avvio delle celebrazioni giubilari. Non ci sarebbero più le condizioni per proseguire.
L’artista è più che rammaricato o offeso, il fiume di maldicenza che ha inondato i tralicci, ha addolorato anche i mecenati, che, stando ai rumors, sarebbero diventati tiepidi in ordine alla loro donazione dopo la decisione del Comune di Foggia di nominare una commissione, quale organismo di valutazione dell’installazione artistica.
Senza alcuna logica si sarebbero sentiti sul banco degli imputati, pronti ad essere giudicati. Il preventivo dell’opera fornito dallo stesso Limosani ammontava a 250mila euro, di cui 200mila necessari per l’acquisto del materiale del due tralicci alti 21 metri.
Dal Palazzo si racconta di una sindaca molto delusa, davvero dispiaciuta e parecchio stizzita da tutto il contesto negativo che aveva accompagnato la vicenda, dal momento che Maria Aida Episcopo aveva subito accettato con entusiasmo i Cuori Pulsanti.
La lettera
Egregia sindaca,
desidero informarLa che, a seguito della decisione unanime dei dieci imprenditori finanziatori, non sarà possibile portare avanti la mia installazione ai Campi Diomedei. I ritardi accumulati, insieme alle vicende diffamatorie che hanno accompagnato il progetto, rendono impossibile il suo completamento in tempo per le celebrazioni giubilari del 2025, uno degli obiettivi fondanti.
Vorrei comunque ringraziarLa per la Sua lungimiranza, che ha saputo cogliere i valori della proposta, dimostrando capacità di visione e impegno. Lo stesso desidero fare nei confronti di Monsignor Giorgio Ferretti, che ha abbracciato il messaggio di speranza dell’opera con sensibilità e amore per l’arte, e verso Don Giulio Dal Maso per la sua costante disponibilità. Un riconoscimento speciale va agli assessori Giuseppe Galasso e Alice Amatore, e ai funzionari che, nel pieno rispetto delle norme, hanno avviato i preliminari procedurali, nonostante le ingiuste accuse ricevute. Un grazie particolare lo rivolgo ad Aldo Ligustro e alla Fondazione Monti Uniti, che hanno sostenuto l’opera non solo per il suo valore estetico, ma soprattutto perché hanno compreso sin dal primo momento l’impatto positivo che avrebbe avuto sul territorio. Un affettuoso ringraziamento va alla società civile e ai concittadini che, con spirito costruttivo e apertura, hanno accolto e sostenuto il significato profondo dell’opera, permettendomi di condividere con loro i moti dell’anima che solo l’arte può suscitare.
Infine, ma non certo per importanza, esprimo profonda gratitudine agli amici imprenditori che, da veri mecenati, si sono impegnati senza alcun interesse di ritorno. A loro rivolgo le mie scuse per essere stato causa delle accuse ridicole di oscurantismo e delle insinuazioni infamanti di ambiguità e fini illegali che hanno ricevuto.
Purtroppo, le polemiche hanno distorto il vero spirito del progetto. È mancata una comunicazione compensatoria basata su fatti verificati, necessaria per un giudizio corretto dell’opinione pubblica. Il dibattito mediatico scomposto, caratterizzato da illazioni inaccettabili e speculazioni politiche, ha oscurato il significato culturale del progetto e l’impegno di chi vi ha partecipato. A questo proposito, desidero ringraziare anche gli organi di stampa per il giornalismo obiettivo e riconoscere il ruolo di quei media che, pur con aggressività e pretestuosità, hanno stimolato un dibattito utile per la crescita culturale.L’incompatibilità dei tempi e gli argomenti citati hanno compromesso l’obiettivo di includere l’opera nelle celebrazioni giubilari del 2025. Senza questo legame temporale, e a causa della tossicità della comunicazione, i finanziatori hanno concluso in pieno accordo con le mie intenzioni che non ci sono più le condizioni per proseguire.
Auspico che, in futuro, ci possano essere occasioni per riprendere il dialogo su progetti che possano valorizzare il nostro patrimonio culturale e artistico, in un clima di maggiore serenità e collaborazione.
Cordiali saluti,
Felice Limosani










