C’erano una volta le eleganti feste in dress code al Circolo Daunia di Foggia che compie 157 anni il prossimo 10 novembre. C’erano una volta le feste in maschera, i magnifici carnevali, i concerti più prestigiosi, i compleanni indimenticabili.
Il consiglio direttivo presieduto da Vincenzo Amorico, col valido supporto del segretario Roberto Casagni, ha deciso di rendere lustro alla realtà associativa con una serie di eventi e di manifestazioni che dal prossimo novembre possano portare quel luogo tanto amato dalla borghesia foggiana di nuovo al centro dell’attenzione sociale e culturale della città.
Il Circolo Daunia, nel cuore del centro storico e con sede nel Palazzo Barone, a due passi da Piazza Mercato e risalente al XVIII secolo, può essere considerato la più antica tra le associazioni operanti a Foggia. Si fa risalire la sua fondazione al 1867 ad opera di esponenti della borghesia del tempo foggiana.
Il Circolo come sottolineano i soci a differenza di altri club possiede una sua sede di notevole valore storico e architettonico, una sede che ha contribuito a creare in chi lo ha sempre frequentato un senso di appartenenza.
Volte dipinte, ampi locali, porte istoriate, il palazzo e gli appartamenti del Circolo hanno sempre destato meraviglia negli ospiti. Tra le sue caratteristiche principali la totale indipendenza da ogni interesse politico o affare.
“L’anniversario è il 157esimo, non è una data simbolica – spiega il presidente a l’Immediato – ma il cda ha inteso ricordare la data ai soci nuovi e antichi e a tutta la città che deve andare fiera di un Circolo che ha 157 anni di storia non sempre luminosa ma importante e che resiste”.
“Abbiamo pensato di far sì – gli fa eco Casagni – che questa che è una realtà quotidiana si conosca. Vogliamo dire alla cittadinanza: noi esistiamo, vogliamo farci apprezzare. Vogliamo dare nel nostro piccolo lustro a questa città che viene spesso bistrattata, ma abbiamo tante qualità che ci teniamo a presentare. Vogliamo fare tanta cultura, vogliamo riprendere i giovedì culturali. Ci piacerebbe collaborare con l’Università e con gli altri circoli. L’eleganza c’è ancora, i nostri soci sono persone disponibili a incontrarsi e fare service, ma il circolo ha delle tradizioni che vogliamo mantenere”.









