Nuovo focus del Corriere del Mezzogiorno su Foggia. Dopo il caso Clementino (leggi qui), si torna a parlare di “Parcocittà”, presidio di legalità con sede a parco San Felice. L’anfiteatro è gestito dall’associazione di scopo “Parcocittà” dall’ormai lontano 2014, concesso negli ultimi mesi di vita della Giunta Mongelli.
Il Corriere scrive di “un groviglio di anomalie”. A cominciare dal canone “che però non c’è. Per cui dal 2016 a oggi – riporta l’articolo di Davide Grittani -, per l’uso di un anfiteatro in cui molto spesso risuona il sostantivo ‘legalità’, sono stati versati 367,71 euro, per una media di 46 euro all’anno”.
Negli anni si sono susseguiti eventi, serate, concerti e spettacoli teatrali, uno andrà in scena proprio stasera, dedicato a Francesco Marcone, icona dell’antimafia foggiana. “Nel 2020 – ricorda il Corriere – la convenzione scadde, così la proroga che salvò quel progetto ereditò tutti i difetti del contratto originario. Fin quando, meno di un anno e mezzo fa, fu lo stesso Comune a inviare ai commissari prefettizi un documento dai contenuti imbarazzanti. ‘La concessione è impropria perché autorizzata con deliberazione di giunta anziché di consiglio, ai sensi dell’art. 42 Tuoel’. Inoltre, ‘da segnalazioni pervenute risulta che l’Ats conceda la struttura anfiteatro a terzi, per spettacoli ed eventi a fronte di un’entrata economica non autorizzata. Di fatto una ‘sublocazione’ della quale questo Ente non è a conoscenza’”.
“Circa gli obblighi del locatario si aggiungeva ‘non è stata riversata all’Ente l’intera somma corrispondente alla percentuale degli incassi per gli eventi, come stabilito in convenzione. Attualmente la somma versata è pari a soli 256,71 euro dal 2016 ad oggi’. Oltre al documento rinvenuto dal Corriere, esiste anche una proposta di delibera che avrebbe introdotto un canone di utilizzo di 14mila euro annui. Difatti l’anomalia più evidente risiede proprio nella formula della convenzione, in cui è previsto che solo ‘il 3% sull’importo degli incassi dell’attività di sbigliettamento dovrà essere versato all’amministrazione comunale’, rinunciando così a ogni altra entrata provenga dall’uso privato di un bene pubblico”.
Il quotidiano ha sentito Simona Padalino, presidente di Energiovane, l’associazione capofila di Parcocittà: “Il calcolo si basa sullo sbigliettamento accertato dalla Siae con relative ricevute di pagamento, tutte agli atti. Non è vero che c’è stato un solo pagamento. Sono stati effettuati dal 2016 al 2023, quest’ultimo interamente a ingresso gratuito come spesso accade a Parcocittà. Tutti comunicati al Comune di Foggia, con allegati i report degli eventi relativi al 2016-20; 2021; 2022 e 2023”. Come riporta sempre il Corriere, “al versamento da 256,71 se n’è effettivamente aggiunto un altro da 111,00 (eseguito nel 2023), per complessivi 367,71 euro”.
Grittani pone alcuni quesiti: “Ma perché furono trascurate queste incongruenze? Perché a nessuno venne in mente che non si potesse perseguire legalità a scapito degli interessi (anche economici) della collettività? Lasciò correre l’ex sindaco Franco Landella (2014-21), dopo di lui i commissari prefettizi (2021-23). E l’attuale giunta?”. Queste le parole di Giulio De Santis, assessore alla Legalità: “Faremo un nuovo bando, spero entro fine anno. Abbiamo ereditato situazioni complesse, Parcocittà tra queste. Ma l’invito che rivolgo è quello di incoraggiare le associazioni che si battono per la legalità, di sostenerle anche a costo di penalizzare economicamente l’amministrazione…”.
“Rivendichiamo l’assoluta trasparenza del nostro operato” ribadisce Padalino, “mentre – evidenzia il Corriere – l’opposizione invoca le dimissioni dell’assessora alla cultura Alice Amatore (dal 2019 al 2021 coordinatrice di Parcocittà) per omesso controllo e conflitto di interesse (questione già trattata da l’Immediato nelle scorse settimane, ndr). Paradosso nei tanti paradossi di questa vicenda – conclude l’articolo -, stasera a Parcocittà (ore 21) va in scena lo spettacolo Io sono Franco ispirato alla vita di Francesco Marcone: il funzionario ucciso per aver scoperto una frode a scapito della res publica”.









