Un pezzo di storia della Seconda Guerra Mondiale in terra di Capitanata. Ali sulla Puglia, l’aeroporto di Bovino-Radogna durante l’ultimo conflitto mondiale. Se ne è parlato a Masseria Jancoppa nel corso di un incontro organizzato dall’Università di Bari, Archeoclub Bovino e Comune di Bovino.
“La provincia di Foggia – hanno spiegato i relatori del convegno, Giuliano De Felice, archeologo dell’Università di Bari, e Sergio Chiaffarata Iannelli, storico della stessa università – era una delle aeree più importanti con il complesso aeroportuale di Foggia (nei documenti statunitensi “Foggia Airfield Complex”, si intende l’insieme degli aeroporti e delle piste di decollo che vennero allestite nella pianura del Tavoliere dalle forze d’occupazione degli Alleati durante la seconda guerra mondiale).
La zona interessata si estende dal confine meridionale del Molise, vicino all’odierna Campomarino, fino alla provincia Bat. Il numero totale delle strutture aeroportuali ammonta a circa 30 tra cui l’aeroporto di Bovino-Radogna, prima pista costruita dagli italiani prima della seconda guerra a cui fu aggiunta una seconda pista per mano dei tedeschi. Dopo l’8 settembre ’43, gli americani inserirono questo scalo nel complesso di Foggia. Ma già a dicembre lo abbandonarono, costruendo il nuovo aeroporto di Castelluccio. Non lontano da qui era operativo il Pantanella Airport a Canosa costruito dagli americani (due piste lunghe per i B24 Liberator). Ad oggi tutti dismessi eccezion fatta per Amendola.










