“Non prima del 2025. Anzi, no, non mi dà proprio nessuna data disponibile. Le consiglio di farsi un giro a Campobasso…”. È la risposta di un operatore del Cup del “Riuniti” di Foggia alla richiesta di una risonanza magnetica con codice di priorità “B” (Breve, prestazione da eseguire entro 10 giorni). È la triste immagine del sistema sanitario regionale, che in Capitanata dà il peggio per i dati della mobilità passiva, i viaggi della speranza che costano centinaia di milioni di euro dei contribuenti e che appesantiscono l’economia già precaria dei cittadini. Nei giorni scorsi la questione è stata portata in Regione da alcuni consiglieri regionali, che hanno chiesto con forza un cambio di passo.
“Potrebbero essere accolte le nostre richieste di rotazione urgente dei direttori dei dipartimenti, dei dirigenti regionali, dei dg delle Asl e di provvedimenti durissimi per combattere le liste d’attesa in sanità. Attendiamo di leggere in un documento, nero su bianco, questa volontà, magari con il sostegno e l’approvazione degli altri partiti, per provare a dare un senso a questo scampolo di legislatura”, hanno dichiarato i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, commentando l’incontro svoltosi oggi con il presidente Michele Emiliano e tutti i dirigenti regionali dell’assessorato alla sanità.
“Per fare qualcosa di concreto e combattere ogni forma di opacità, abbiamo presentato la nostra ricetta. Rotazione di tutti i direttori di dipartimento, in vista delle prossime nomine a valle del procedimento già avviato. Rotazione simultanea e immediata di tutti i dirigenti regionali in servizio da più di tre anni nella stessa funzione, così come auspicato dallo stesso Piano anticorruzione approvato dalla Giunta regionale e purtroppo inapplicato. Rotazione di tutti i direttori generali delle ASL, ormai decaduti per sforamento della spesa farmaceutica e con performance di bilancio non lusinghiere, tant’è che senza alcun aumento di prestazioni nel 2023 hanno conseguito quasi 39 milioni di euro di perdite, nonostante maggiori trasferimenti per 300 milioni di euro”.
Anche l’Asl di Foggia guidata da Antonio Nigri, così come riportato da l’Immediato, è nella stessa situazione. I consiglieri regionali, pertanto, hanno avanzato una serie di proposte al governatore che ha tenuto per sé la delega alla sanità dopo le dimissioni di Rocco Palese: “Legge sulle liste d’attesa per istituire il CUP unico regionale; per sanzionare la mala pratica delle agende chiuse; per sanzionare la mancata istituzione delle agende dedicate ai malati oncologici, cronici e rari; per sospendere automaticamente il mancato allineamento nei tempi d’attesa tra quelli in ALPI (a pagamento) e quelli in istituzionale; per revocare tutte le autorizzazioni di ALPI allargata, ciò fuori dalla struttura sanitaria in cui si svolge l’attività lavorativa; per avviare lo screening oncologico per carcinoma mammario alla popolazione target 45-50 e la verifica di eredo-familiarità per la popolazione target 40-45; per migliorare l’estensione degli inviti per lo screening dei tumori al colon e al collo dell’utero”, concludono. Dopo il terremoto giudiziario che ha sconvolto il sistema di potere regionale, ora ci si aspetta una netta inversione di tendenza su un tema cruciale per i cittadini: la tutela della salute prevista dall’articolo 32 della Costituzione.












