Sono “tassi di affollamento record” quelli che si registrano nelle carceri italiane, con 13.500 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. È quanto denuncia l’associazione Antigone, nel suo rapporto ‘Nodo alla Gola’ presentato oggi. Al 31 marzo scorso, si legge nel dossier, erano 61.049 le persone detenute, a fronte di una capienza ufficiale di 51.178 posti. “Questi calcoli sul tasso di affollamento sono fatti – spiega Antigone – utilizzando la capienza ufficiale del nostro sistema penitenziario. Il dato disponibile più recente, ricavato dalle schede trasparenza del Ministero della giustizia, ed aggiornato al 6 giugno 2023, ci dice però che in quel momento c’erano 3.640 posti non disponibili. Si tratta di un numero che cambia nel tempo, ma a leggere la relazione del ministero sull’amministrazione della giustizia relativa all’anno 2023, si scopre che il numero di posti non disponibili dovrebbe tendere nella migliore delle ipotesi verso una soglia fisiologica del 5% di posti indisponibili: almeno 2.500 posti detentivi in meno in ciascun momento sono dunque inevitabili.
Nel rapporto si osserva quindi che cresce il tasso di affollamento ufficiale, che raggiunge a livello nazionale il 119,3%. I tassi di affollamento più alti a livello regionale si continuano a registrare in Puglia (152,1%), in Lombardia (143,9%) e in Veneto (134,4%). Considerando, però, i reparti provvisoriamente chiusi il tasso di affollamento medio nazionale sale al 125,6%, in Puglia al 160,1%, in Lombardia al 151,4% e in Veneto al 141,5%. A fine marzo i singoli istituti più affollati erano Brescia Canton Monbello (209,3%), Lodi (200%), Foggia (195,6%), Taranto (184,8%), Roma Regina Coeli (181,8%), Varese (179,2%), Udine (179%), mentre complessivamente gli istituti che avevano un tasso di affollamento superiore al 150% erano ormai 39, sparsi in tutta Italia, e insieme ospitavano 14.313 persone. (Agi)










