Il principio costituzionale che vuole gli eletti al Parlamento senza vincolo di mandato, esteso poi ad ogni rappresentante del popolo nelle varie assisi degli enti locali, trova sempre attriti e malumori.
Dopo Mino Di Chiara, che ha costituito il gruppo del Psi, anche Benedetto Buenza ha lasciato il gruppo e la lista che lo aveva eletto in Comune di Foggia per dichiararsi indipendente.
Lo fa fatto dopo diversi post e accuse dei referenti locali del movimento ispirato dall’assessore regionale Gianni Stea. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il suo voto per le elezioni provinciali che sembrerebbe essere stato tributato ad uno dei candidati del Pd.
Nei giorni scorsi Buenza ha annunciato il suo cambio. “Ho comunicato, per le vie brevi, alla presidente del Consiglio comunale e alla sindaca, che nella prima seduta utile del Consiglio comunale formalizzerò, ai sensi dell’articolo 5 comma 5 del Regolamento, il distacco dal Gruppo in cui sono stato eletto e la mia dichiarazione di indipendenza”, ha spiegato con una nota.
E ha proseguito: “In occasione delle elezioni comunali del 22 e 23 ottobre dello scorso anno, ho aderito con passione e fiducia al movimento e alla lista “Popolari per Foggia” da esso ispirata. Mantengo i miei principi e i miei ideali come faro di orientamento nella mia pratica politica, fortemente radicata nel sociale e sempre attenta ai bisogni che si agitano nella comunità cittadina.Tuttavia, verificata l’assoluta impraticabilità politica e personale in un movimento sempre più caratterizzato da una concezione proprietaria e personale – tutta concentrata sull’accaparramento di fette di potere e assai poco attenta ai bisogni dei ceti sociali più poveri e emarginati – ho deciso di lasciare un movimento nel quale è sparita ogni forma e traccia di democrazia e di rispetto civile e personale, con spinte del tutto lontane dai miei convincimenti democratici. Una decisione serena, la mia, malgrado le sofferenze provocate a me e alle persone a me vicine da azioni di natura intimidatoria, da offese e perfino dalla diffusione di inesistenti legami di parentela. A far data dal prossimo Consiglio Comunale, quindi, dichiarerò in aula tali convincimenti e mi dichiarerò indipendente, ma saldamente organico all’interno di una maggioranza nella quale continuo a riconoscermi e a sostegno della Sindaca Episcopo, con la quale condivido linee politiche di mandato e indirizzi amministrativi. Il mio impegno con i cittadini foggiani viene e resta prima di tutto e, per onorarlo al meglio, è bene cominciare a respirare aria nuova”.
Dura è arrivata la reazione di Gianni Stea che ha parlato di cambi di casacca come di “tradimenti” degni della “vecchia politica”. La sua nota è molto polemica. “Non può esserci affidabilità e credibilità solo quando si tratta di farsi eleggere e vincere le elezioni comunali al primo turno. Non ci può essere un voltafaccia così grave dopo aver portato nella prima Assise comunale di Foggia, dopo le elezioni, i saluti dei Popolari e della mia persona, per poi colpire alle spalle con inaudita slealtà. Non ci dovranno mai più essere, se si vuol essere appunto credibili di fronte agli elettori, cambi di casacca e scorrettezze dopo aver ottenuto ciò cui si puntava”, così l’assessore regionale al Personale, referente dei Popolari per la Puglia dopo il “tradimento umano e politico del consigliere comunale di Foggia, Benedetto Buenza che si è dichiarato indipendente dal Movimento che – forte del 3,1% dei consensi alle recenti amministrative nel capoluogo dauno – ha permesso a lui di entrare in Consiglio comunale e alla sindaca Episcopo di vincere al primo turno. Un tradimento – aggiunge Stea – che non è solo ai danni dei Popolari, ma di tutta la Comunità foggiana che ha creduto in noi premiandoci nelle urne”.
“Ricordo che su Buenza pesa il ricorso del consigliere, Luigi Rizzi. Tra i due ci sono un pugno di voti e noi siamo certi che la Giustizia amministrativa farà il suo corso premiando Rizzi e riportando trasparenza e lealtà nelle fila dell’Assise foggiana. Buenza d’altronde non si è mai confrontato con noi, evidentemente già mosso da altri interessi che poco o nulla sembrano avere a che fare con l’incarico pubblico che ricopre”.
Poi Stea punta il dito contro le “trame che si stanno sviluppando nella maggioranza che sostiene la Episcopo. Con la sindaca che avrebbe dovuto essere garante del patto di coalizione per assicurare quella svolta a un’importante città della Puglia qual è Foggia, ma che al momento è clamorosamente mancata. Non ci può essere rispetto a senso unico e noi Popolari non potremo che cambiare approccio in tutte le prossime consultazioni elettorali. Ricordo a Buenza ed ai suoi soci occulti che i Popolari grazie ad una campagna elettorale fatta – come si diceva un tempo – di sudore e sacrifici sul campo e mettendoci sempre la faccia, hanno ottenuto un successo pesante anche a Foggia per tutta la coalizione larga, animati – noi di certo, altri non so – da solidissime linee che stanno alla base dei nostri programmi dedicati esclusivamente allo sviluppo di un territorio per anni colpevolmente abbandonato a se stesso ed che ora meriterebbe ben altre intese e strategie”.









