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Home - Tangenti per case e posti di lavoro al Comune di Foggia, 11 richieste di rinvio a giudizio. Landella accusato di abuso d’ufficio

Tangenti per case e posti di lavoro al Comune di Foggia, 11 richieste di rinvio a giudizio. Landella accusato di abuso d’ufficio

Nuove grane giudiziarie per membri della vecchia amministrazione. Al centro dell'inchiesta l'assegnazione di alloggi. Bove avrebbe chiesto soldi per piazzare una persona

Di Redazione
22 Febbraio 2024
in Cronaca, Foggia
Landella e Bove

Landella e Bove

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Nuove grane giudiziarie per l’ex sindaco di Foggia, Franco Landella. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per lui e altre dieci persone. A rischio processo, oltre a Landella, ci sono l’ex assessore Antonio Bove, l’addetta alle politiche abitative del Comune Anna Rosaria Ester De Nisi con la collega Ida Paranzino, Luigi Napolitano, il figlio Domenico, Giovanni Ferrazzano, Silvia Pacello, Lucia Livrieri, Luigi Cappuccio e Raffaella Ziccardi.

A marzo la decisione della gup Bencivenga sulla richiesta avanzata dai pm Bray e Infante, gli stessi della maxi inchiesta sul presunto giro di mazzette al Comune di Foggia.

Le accuse

Secondo i magistrati, Landella, Bove, De Nisi, Paranzino, Livrieri e Pacello avrebbero commesso abuso d’ufficio. L’ex assessore sarebbe stato istigato da Pacello e Livrieri ad assegnare una casa a quest’ultima che però non ne avrebbe avuto diritto perché già assegnataria di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Landella, invece, avrebbe violato il decreto legislativo 267/2000 “che riserva esclusivamente ai dirigenti degli enti locali e non agli organi politici gli atti amministrativi e di gestione” adottando un provvedimento di assegnazione di un alloggio popolare a favore di una donna estranea all’inchiesta.

La vicenda più in generale verte proprio sull’assegnazione di alloggi popolari. Bove, stando all’impianto accusatorio, avrebbe chiesto e ricevuto 1500 euro da Domenico Napolitano “per fargli conseguire la disponibilità di un appartamento dell’Arca”. Luigi e Domenico Napolitano insieme a Ferrazzano rispondono di minacce a Bove e tentata estorsione. Avrebbero prima fatto pressioni dicendo all’ex assessore che gliel’avrebbero fatta pagare, poi avrebbero danneggiato il finestrino di un’auto del politico. Le indagini scattarono proprio da questo episodio comparso ampiamente sui giornali nel 2019.

Bove è anche accusato di un tentativo di induzione indebita: avrebbe chiesto fino a 30mila euro ad una persona per l’assunzione della figlia in Comune o in un’azienda partecipata dell’amministrazione.

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Tags: Landella
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