Cosa sono i disturbi del sonno? Come si effettua la diagnosi? Quali sono le terapie? Ce lo spiega il professor Michele Cassano, direttore della struttura complessa di Otorinolaringoiatria del Policlinico “Riuniti” di Foggia. Lo specialista è stato inserito nella classifica delle eccellenze della sanità italiana, ricevendo il prestigioso premio “Top Doctors Awards”. La struttura foggiana negli ultimi anni ha implementato nuovi ambiti chirurgici assurgendo a punto di riferimento nazionale per la diagnosi e terapia dei disturbi respiratori del sonno, grazie anche all’introduzione della chirurgia robotica, per la terapia delle patologie dell’orecchio e per la chirurgia endoscopica naso-sinusale.
“I disturbi respiratori del sonno rappresentano una serie di patologie caratterizzate appunto da alterazioni della respirazione, quelle che vengono definite apnee ostruttive del sonno – spiega a l’Immediato -. Si tratta di patologie estremamente diffuse che presenta come epifenomeno il russamento, però in alcuni casi nascondono apnee sintomatiche delle problematiche sottostanti, spesso percepite dai partner di letto perché possono durare diversi secondi. Possono avere conseguenze importanti sul sistema cardio-vascolare, sul sistema polmonare e sulla circolazione anche a livello cerebrale. Nel lungo periodo, si possono riscontrare problemi che vanno dall’aumento della pressione arteriosa, alcune forme di ipertensione misconosciute che possono essere spiegate da questo fenomeno, fino ad arrivare all’infarto del miocardio e ictus cerebrale”.
Tra le conseguenze ci può essere anche la sonnolenza diurna, vero e proprio “campanello d’allarme”. “Il soggetto che si sveglia con la sensazione di non aver dormito, nonostante il numero di ore sufficiente a letto, dovrebbe sottoporsi ad indagini per comprendere le ragioni del fenomeno”.
La valutazione per poter accedere alla diagnosi può essere effettuata dalle unità operative di Pneumologia e Otorinolaringoiatria, dove operano professionalità estremamente esperte che possono approfondire i casi attraverso un esame polisonnografico, ovvero uno studio del sonno fatto di notte. “Il paziente viene monitorato costantemente – chiosa Cassano -, così riusciamo intercettare la presenza di queste apnee e individuare le conseguenze del problema”. È possibile ricorrere anche ad analisi endoscopiche in sonno, attraverso prove di sleep endoscopy in sala operatoria con una sedazione di circa 5 minuti, attraverso le quali si valutano tutte le vie aeree in una condizione di sonno “naturale”.
La terapia è sempre multidisciplinare: al Riuniti c’è una forte collaborazione tra le unità di Pneumologia, Otorinolaringoiatria e Odontoiatria. “Il percorso viene cucito sul paziente, è una terapia ‘sartoriale’ che può andare dall’approccio ventilatorio, attraverso la CPAP, quella odontoiatrica con bite in avanzamento, fino all’approccio chirurgico con il quale andiamo a disostruire le vie aeree”. Il fiore all’occhiello a Foggia è la TORS, pratica mininvasia con l’ausilio del robot Da Vinci, che permette di superare la vecchia prassi della cervicotomia, che prevedeva tagli sul collo del paziente per arrivare all’ipofaringe.









