Ci sarebbe il clan Moretti dietro numerosi furti d’auto avvenuti a Foggia negli ultimi mesi. Nei giorni scorsi la polizia ha arrestato sei persone, Fabio Bernardo di 32 anni, Luciano Calabrese di 24 anni, Domenico Russo di 23 anni, Alessandro Caravella di 30 anni, Luigi Amorico di 26 anni e Rinaldo Consalvo di 25 anni. Al vertice ci sarebbe Bernardo, raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare mentre era già in cella per altre vicende. Il giovane, infatti, venne beccato nel 2022 per tentata estorsione aggravata nei confronti di un imprenditore e condannato a 6 anni e 8 mesi insieme ai “morettiani” Giuseppe Perdonò, 35enne detto “Scarafone”, e Andrea Carella, 26enne.
Nuovo arresto a novembre scorso per il pizzo ai commercianti del mercato rionale. “Non paghi? Ti prendi le conseguenze”, sarebbe stato il suo avvertimento alle vittime.
Ed ora eccolo coinvolto in questa storia di furti d’auto insieme ad un’altra persona già nota agli inquirenti, ovvero Luciano Calabrese detto “Cupptiell”, già detenuto dalla fine del 2022 con l’accusa di aver favorito la latitanza di Gianluigi Troiano detto “U’ minorenn”, criminale viestano, numero due del boss Marco Raduano alias “Pallone”, anche quest’ultimo ricercato dalle forze dell’ordine dopo la clamorosa evasione dal carcere di Nuoro.
Bernardo, Calabrese e gli altri quattro arrestati sono accusati a vario titolo di 16 capi d’imputazione per fatti risalenti ai primi mesi del 2022. Si parla di una dozzina di furti con il metodo del “cavallo di ritorno” ovvero la richiesta di soldi per restituire le macchine ai derubati. Le cifre si aggiravano attorno ai 1500 euro. Tra le vetture nel mirino la Jaguar, le Ford C-Max e Kuga, la Jeep Renegade, la Grande Punto e alcune altre Fiat. Le macchine venivano cannibalizzate per destinare i pezzi al mercato nero.
Cruciali nelle indagini le intercettazioni ambientali captate grazie ad una microspia posizionata sulla Audi A2 di Bernardo che avrebbe registrato una serie di conversazioni piuttosto esplicite sugli affari criminali degli arrestati.









