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Home - “Mi sento morto dentro, la vita di mio figlio vale 10 e 7 anni”. La straziante lettera del papà di Donato Monopoli

“Mi sento morto dentro, la vita di mio figlio vale 10 e 7 anni”. La straziante lettera del papà di Donato Monopoli

Giuseppe Monopoli scrive sui social dopo la richiesta di ridurre la pena agli imputati Stallone e Verderosa. Le sue sono parole durissime

Di Redazione
5 Dicembre 2023
in Cerignola e 5 Reali Siti, Cronaca
Giuseppe Monopoli con il figlio Donato

Giuseppe Monopoli con il figlio Donato

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Straziante lettera di Giuseppe Monopoli, papà di Donato, dopo l’udienza di appello di ieri con la richiesta della pg di riduzione pena per gli imputati Francesco Stallone e Michele Verderosa, 29enni foggiani accusati aver ucciso il giovane cerignolano. La procuratrice ha invocato 10 anni di reclusione per Stallone e 7 per Verderosa rispetto ai 15 anni e 8 mesi e 11 anni e 6 mesi inflitti in primo grado. La pg ha infatti chiesto di derubricare il reato di omicidio da volontario a preterintenzionale. In buona sostanza, quel 6 ottobre 2018, i due imputati picchiarono Monopoli per futili motivi ma senza l’intenzione di ucciderlo. Addolorato papà Giuseppe che sulla pagina Facebook “Giustizia per Donato”, ha scritto parole durissime: Ciao Donato, sai come è andata ieri… in aula per la prima volta ho provato un dolore diverso, una sensazione mai provata prima dall’inizio di tutta questa storia assurda.

Mentre loro discutevano, ho immaginato te nelle loro mani, si forse perché per la prima volta ho visto i loro volti insieme in aula, sai sembrava che non si conoscessero… noi messi in un angolo, seduti su una panca di legno, ad un certo punto mi sono isolato da tutti. Ho rivissuto tutto come in un film, mi è passato tutto davanti agli occhi, l’arrivo in ospedale, i sette mesi di agonia che hai dovuto subire perché io ero lì, noi siamo stati con te amore, notte e giorno e abbiamo lottato con te.

In quell’aula mi è sembrato che ti colpissero nuovamente ancora una volta, forse per questo ho provato questa sensazione. Sai come mi sento adesso, come quando ti passa un tir addosso, mi sento un uomo finito, un papà che non ha più scuse da dire ai tuoi fratelli del perché sta succedendo tutto questo, mi sento morto dentro, non riesco più a guardarli negli occhi, ma soprattutto vedere la mamma consumarsi giorno dopo giorno, fa male vederli piangere in aula, mentre per l’ennesima volta si parla di te… banale litigio si è detto… a questo punto amore mio non so più cosa fare, cosa pensare, mi sento impotente davanti a tutto questo… 10 e 7 anni vale la tua vita e non è ancora finita. Cosa mi rimane? Mi rimane il tuo splendido sorriso e la speranza di rivederci e stare insieme in un mondo migliore di questo. Il tuo papà”.

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