È stata rinviata a febbraio l’udienza che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati in “Quota”, blitz su un presunto giro di tangenti per ottenere un posto in Aeronautica o il superamento di concorsi nelle forze dell’ordine.
Nel frattempo, gli indagati sono stati rimessi in libertà. Per il resto, le difese hanno evidenziato alcune notifiche omesse o nulle. In un caso è stata presentata l’istanza di rinvio per legittimo impedimento di un imputato in quanto malato. I reati contestati, a vario titolo e per diversi profili di responsabilità, sono corruzione, falso ideologico, traffico di influenze illecite e sostituzione di persona.
Nell’inchiesta sono coinvolti quattro militari – tra ufficiali e sottufficiali – in servizio al 32esimo Stormo di Amendola nel Foggiano e 35 civili, tra genitori e figli, individuati quali presunti “corruttori”. Gli inquirenti a giugno scorso scoprirono un presunto giro illecito di denaro contante o beni di lusso come Rolex e altri orologi di pregio.
Nella lunga ordinanza del gip Sicuranza, spiccarono le figure dei sottufficiali Aldo Caurio e Gennaro Sorgente. Entrambi finirono inizialmente in carcere con l’accusa di aver intascato soldi e Rolex per garantire posti di lavoro in Aeronautica, ma anche in altre forze armate, a numerosi aspiranti candidati.
“Non sapendo di essere intercettati, sono gli stessi Caurio e Sorgente a confessare di aver ricevuto le somme di denaro e gli orologi per influire indebitamente ed illecitamente sulle procedure concorsuali”, riportò il gip nell’ordinanza. “Caurio e Sorgente certamente continueranno a gestire, pur se posti agli arresti domiciliari, le continue trame delinquenziali alle quali sono avvezzi e ciò anche per interposta persona, alla luce della ramificata rete di supporto all’attività criminale che, come più volte evidenziato, incide sull’esito delle varie procedure concorsuali che vedono vincitori (quasi sempre) i loro protetti“.
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