La Polizia di Stato, a seguito degli scontri avvenuti prima di Foggia-Turris dello scorso 1 ottobre allo Zaccheria, ha proseguito le attività d’indagine volte all’identificazione degli autori delle condotte criminose.
La Digos della Questura di Foggia ha identificato e denunciato all’autorità giudiziaria un altro giovanissimo tifoso foggiano che avrebbe preso parte ai disordini. Infatti, dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dalle riprese effettuate dal personale della Polizia Scientifica, è emerso che il giovane si sarebbe avvicinato con tono di sfida ai tifosi della squadra di calcio avversaria e ai poliziotti immediatamente accorsi per impedire che gli scontri degenerassero, stringendo fra le mani una cintura con una grossa fibbia, per poi scagliarsi contro uno dei poliziotti intervenuti, colpendolo e fuggendo immediatamente dopo.
Per tali motivi, il questore ha emesso nei suoi confronti il provvedimento amministrativo del Daspo della durata di tre anni con conseguente obbligo di presentazione agli Uffici di Polizia per due anni.
In precedenza, per i disordini occorsi prima della stessa competizione sportiva, grazie alle indagini effettuate nell’immediatezza dalla Polizia di Stato, sono stati effettuati tre arresti in flagranza differita di altrettanti supporter foggiani, ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, delle violazioni previste dalla Legge 401 del 13.12.1989, cosiddetta normativa antiviolenza negli stadi. Per loro gli arresti domiciliari. Per gli stessi il questore ha emesso il provvedimento di Daspo della durata di tre anni con obbligo di firma per un anno.
“Va precisato – riporta la questura in una nota – che la posizione delle persone coinvolte nelle predette operazioni di polizia è al vaglio dell’autorità giudiziaria e che le stesse non possono essere considerate colpevoli sino alla eventuale pronunzia di una sentenza di condanna definitiva”.









