40 alloggi, divisi in due palazzine, una da 28 case di edilizia sperimentale, finanziate dalla Regione Puglia con un Por Fesr e l’altra da 12 appartamenti con parcheggi finanziati dal Pnrr. Al centro un ampio cortile verde. Il tutto realizzato dall’Habitat Immobiliare dell’imprenditore edile Pino Di Carlo nella zona un tempo degradata di via San Severo, nei capannoni adiacenti all’ex istituto d’arte, oggi Sert, per la progettazione dell’architetto Michele Sgobba in qualità di direttore tecnico della Finepro srl insieme all’architetto Augusto Marasco, allo studio Uva Ingegneri Associati, alla geologa Giovanna Cardillo e all’ingegner Valerio Bartolo. Con responsabile unico il geometra Carmelo Fredella, per un totale di 4,2 milioni circa di finanziamento e un tempo effettivo del cantiere di circa 2 anni.
Questa mattina la sindaca Maria Aida Episcopo insieme all’ingegner Paolo Affatato, al vicepresidente regionale Raffaele Piemontese e alla ditta e ai progettisti ha dato il via alla demolizione dei capannoni.
“Sarà un iter concertato secondo priorità, ci sono varie platee di cittadini che sono in attesa di sistemazione – ha rimarcato la prima cittadina -. Ricordo per esempio le famiglie dell’ex distretto militare, della seconda traversa di via San Severo oppure della emananda graduatoria per il diritto all’alloggio popolare. Sta per essere promulgata, siamo alle ultime battute e lì ci saranno oltre 700 aspiranti aventi diritto, graduati in ordine di bisogno. Ci rendiamo conto che rimane una emergenza, a cui dobbiamo dare delle risposte gradualmente. Siamo in contatto con la Regione, con Arca Capitanata, con le nostre articolazioni dei servizi sociali e della tecnostruttura. Stiamo in una analisi fattiva e credo che di qui a breve si vedranno le prime consegne. Ci sono dei recuperi che dobbiamo fare da precedenti cantieri che sono già arrivati a buon fine e dobbiamo ricevere la parte destinata all’Ente. Poi nel Pnrr ci sono nuovi finanziamenti”.
Paolo Affatato ha fatto il punto delle nuove edificazioni previste. “La grande notizia è che a fine anno partono i lavori per altri 56 alloggi finanziati con il Pnrr e il Pinqua, poi c’è un grande programma di recupero di proprietà immobiliari comunali per darli alla causa dell’emergenza abitativa. In questi giorni c’è una accelerazione della nostra sindaca, che nonostante i tempi a cui costretta ad attendere per mettere in moto l’esecutivo sta lavorando e io ne sono una cavia mattina pomeriggio e sera per queste cose si attivino nel minor tempo possibile, indipendentemente da quando siano state concepite o programmate. Avremo i 56 alloggi, un’altra iniziativa di recupero per l’ex circoscrizione Cep, che sarà riammodernata ed efficientata energeticamente, i 10 alloggi in zona Biccari già appaltati. Insomma la sindaca si trova a gestire un programma complesso con diverse fonti finanziarie e diversi tempi a cui la commissione ha dato impulso. Questa città ha bisogno di un barlume di luce, che c’è e dimostreremo. La convergenza di due finanziamenti lo conferma”.

Positivo l’assessore regionale: “Questo intervento in un quartiere di Foggia che ha bisogno di essere completamente rivisto e dove insiste anche un progetto più grande, un Pinqua, è un segnale non solo di attenzione, ma è un segnale necessario. Si abbattono detrattori urbani, si utilizzano anche tecniche di progettazione e di costruzione innovative, è un programma che viene gestito direttamente dal Comune e gli alloggi saranno gestiti direttamente dal Comune, è un progetto sperimentale che dà risposta alle fasce più deboli della nostra popolazione foggiana. Foggia ha un problema abitativo notevole e importante. Si avvia il cantiere e il lavoro che il Comune con gli uffici tecnici dovrà fare deve essere quello di rispettare i tempi. Abbiamo diversi finanziamenti, ma ciò che è necessario è che le tempistiche vengano rispettate, dobbiamo superare prassi del passato”.








