A più di un mese dalle elezioni, si ingarbugliano le tessere del mosaico della Giunta Episcopo. La neo sindaca di Foggia sta cominciando a spazientirsi. Non solo i malumori delle forze più piccole del campo largo, anche il MoVimento 5 Stelle starebbe di molto complicando gli assetti e i possibili incastri del nuovo esecutivo, ponendo veti, per alcuni incomprensibili.
Secondo informazioni ufficiose la proclamazione degli eletti potrebbe avvenire il prossimo 4 dicembre. Di lì a 10 giorni va convocato il Consiglio comunale. Con la prima riunione dell’assise post scioglimento per mafia, di norma dovrebbe esserci la giunta pronta, per permettere le possibili surroghe nell’aula, conseguenti alla nomina di eletti come assessori. Entro la metà di dicembre, Maria Aida Episcopo dovrebbe poter lavorare con tutta la sua squadra.
Restano dunque due settimane buone a partiti e movimenti per continuare a tallonarsi. “Il Pd è stato da sempre chiaro e trasparente, ha chiesto determinate cose senza diktat per il resto della coalizione. Ai pentastellati invece non va bene nulla”, è il commento di un maggiorente civico.
Sembrerebbe totalmente invisa ai grillini di Mario Furore, l’ipotesi di Lia Azzarone presidente del Consiglio. Le ragioni stando ai rumors della base sarebbero molteplici. Anzitutto quella postazione sarebbe ambita anche dai due pentastellati Dal Maso e Quarato. Soprattutto il secondo, ingegnere, ex presidente della Commissione Territorio ed ex candidato sindaco nel 2019, avrebbe il profilo giusto per governare l’aula, secondo i più. Nei 5 Stelle infatti non ci starebbero ad essere “scavalcati” da una dem che non è né la consigliera più suffragata del Consiglio né la donna più votata del suo partito (Alice Amatore ha più ottenuto più consensi).
Quarato e Dal Maso potrebbero accettare una presidenza piddina solo se il prescelto fosse il primo degli eletti Davide Emanuele, sebbene per lui il partito avesse in mente un assessorato di prestigio. “Lia Azzarone non è una figura garante dell’unità di cui la città ha bisogno”, è il mantra che circola tra parlamentari e dirigenti stellati.
E se il Pd scegliesse il decano Lino Dell’Aquila? Sull’ispettore Asl ci sarebbero meno riserve e pregiudizi e si potrebbe avviare la discussione.
I dem sono costretti a sparigliare le loro carte se vorranno, come pare determinante, rendere reale il ripescaggio dei due big non eletti, Annarita Palmieri e Italo Pontone, fondamentali anche per i futuri assetti delle prossime elezioni europee e regionali.
Lia Azzarone potrebbe vedersi incasellata in un assessorato, forse proprio quello al Welfare, dove lavorerebbe fianco a fianco con l’assessora regionale Rosa Barone, in una sorta di Eva contro Eva. Un altro nome che potrebbe lasciare il consiglio per permettere di scorrere la lista è quello della stessa Amatore, che in molti darebbero alla Cultura, dove sarebbe guidata dal suo mentore Peppino D’Urso, ex presidente del TPP.
Vanno risolte per ora le questioni delle forze minori. Non tutte possono ottenere un assessorato. Pasquale Cataneo potrebbe dover rinunciare ad un incarico per l’amico ex collega consigliere Nicola Russo.
Quanto ai 5 Stelle sono ancora in dubbio anche le deleghe. Finora erano prioritarie quelle ai Lavori Pubblici e all’Ambiente, dove persistono le competenze dell’architetto Lauda, della neuropsichiatra infantile Balestrucci, di Stefano Santangelo candidato alle Attività Produttive, e di Francesco Citro che si è proposto per lo Sport e le Politiche Giovanili, un incarico però che vede l’interesse anche del calendiano Matteo Iacovelli, il quale preferirebbe una delega “leggera”.
Chi dovrebbe essere di certo in Giunta sono Daniela Patano, avvocata e segretaria cittadina di Azione, al Legale e Contenzioso, e il civico emilianista Giulio de Santis.
La sorpresa però arriva per la vicesindacatura, che andrà ai 5 Stelle, dal momento che la sindaca si ritiene indipendente e non logata. Per la sindaca resta solo la nomina di un supertecnico.
E i nomi di alto profilo? Se n’è persa traccia. Daniela Marcone sarebbe tentata, mentre Giuseppe Galasso, assessore della Giunta Decaro, nonostante l’ostruzionismo di M5S e civici, starebbe già traslocando il suo ufficio e potrebbe essere il “super assessore” all’Urbanistica e ai Lavori pubblici.










