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Home - Racket, condannati uomini della “Società Foggiana”. Decisive le denunce degli imprenditori

Racket, condannati uomini della “Società Foggiana”. Decisive le denunce degli imprenditori

Di Francesco Pesante
25 Luglio 2016
in Cronaca
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Tempo di condanne per gli uomini dei Moretti-Pellegrino, denunciati due anni fa da tre imprenditori locali (operanti nell’edilizia e nelle rinnovabili) che si erano ribellati al racket. La polizia arrestò quattro soggetti definiti vicini alla “Società” nell’operazione “Criseide”. Nelle scorse ore è giunta la sentenza della Corte d’Appello di Bari.

Assolto Rodolfo Bruno. Quattro anni di carcere per Emilio D’Amato (in primo grado era stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione) e quattro anni e due mesi per Marco Romano (come nel primo grado), entrambi condannati per tutti e tre gli episodi estorsivi denunciati. Due anni e due mesi a Michele Calabrice, mentre in primo grado era stato condannato a due anni e sei mesi.

I fatti

Furono beccati per estorsione Emilio D’Amato (43 anni), Marco Romano (38 anni), Michele Calabrice (40 anni) e Rodolfo Bruno (37 anni). Tutti nati a Foggia. Finirono in carcere grazie al coraggio di tre imprenditori locali che decisero di denunciare tutto alle forze dell’ordine dopo alcune settimane di continue minacce. Un artigiano, un edile e un altro imprenditore, non foggiano, operante nel settore agricolo con interessi nell’eolico, raccontarono tutto alla polizia. Le estorsioni avvennero tra settembre e novembre 2014, prima che tutti e tre, in distinti momenti, denunciassero i quattro malviventi.

Da sinistra, D'Amato, Calabrice, Romano e Bruno
Da sinistra, D’Amato, Calabrice, Romano e Bruno

Richieste estorsive e modus operandi

I quattro si presentavano sempre di persona dalle loro vittime, soprattutto dal piccolo commerciante, facilmente raggiungibile nella sua attività. Gli altri due imprenditori ricevevano telefonate durante le quali veniva fissato un appuntamento. All’artigiano chiesero di versare 50mila euro (poi scesi a 10mila euro) una tantum e 500 euro al mese. All’imprenditore edile invece, un fisso di 2500 euro al mese. All’imprenditore agricolo 100mila euro una tantum. “Hai due possibilità – dicevano i malviventi alle loro vittime – o paghi o ci denunci ma se ci denunci saranno guai per te e il tuo avvocato”. Alla richiesta di un piccolo sconto da parte delle vittime, i quattro non battevano ciglio: “Se il capo (Rocco Moretti, ndr) ha deciso che quella è la cifra, quella rimane”.

“Fossero tutti così…”

Alla conferenza stampa su “Criseide” era presente Tano Grasso, presidente onorario della Federazione Antiracket. Grasso sottolineò l’importanza della denuncia esaltando in particolare il coraggio dell’imprenditore edile, una sorta di “simbolo di questa battaglia”, disse. Più timoroso il piccolo commerciante che però, fortunatamente, alla fine decise di raccontare tutto agli inquirenti.

“Se ci fossero dieci imprenditori che si comportassero così, non ci sarebbe più una bomba a Foggia. Ci metto la mano sul fuoco. Quando si collabora – aggiunse Grasso -, la risposta dello Stato è rapida e incisiva. I foggiani hanno un’occasione unica per reagire e tornare a una vita tranquilla. L’Antiracket è pronta a sostenere tutti coloro che avranno il coraggio di denunciare. Non serve l’esercito ma solo 10 imprenditori coraggiosi”.

Tags: Emilio D’AmatoFoggiaMarco RomanoMichele CalabriceMoretti-PellegrinoRacketRodolfo Bruno
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