“Il voto non è solo questione di collocazione partitica, ma anche di visione dell’uomo, di prossimità, di ricerca della giustizia, di difesa dei diritti inviolabili di persone e comunità. In una fase complessa e difficile del nostro tempo con guerra, crisi ambientale, povertà, mancanza di lavoro e di speranza quotidiana è necessario un voto di responsabilità e partecipazione, da esercitare con serena consapevolezza, senza interessi di parte ma per il bene comune”. Lo ha scritto il vescovo di Foggia, Vincenzo Pelvi nel suo appello al voto in vista delle Comunali foggiane del 22 e 23 ottobre.
“Il vero politico – prosegue – non è occupato a pensare alle prossime votazioni, ma al benessere delle future generazioni, all’urgenza della fraternità in un mondo dove si sceglie di non sapere niente l’uno dell’altro. A Foggia siamo, infatti, più soli che mai, perché spesso si privilegiano gli interessi individuali e si indeboliscono la dimensione comunitaria dell’esistenza e la stessa amicizia sociale”.
A parere del vescovo “con le prossime elezioni ci viene offerta una nuova opportunità, godendo di uno spazio di corresponsabilità capace di avviare e generare nuovi processi e trasformazioni. Non possiamo più abituarci a vedere la vita cittadina offesa e calpestata, cedendo alla rabbia e al pessimismo. Prendere sul serio il voto significa affermare il diritto e il dovere di ciascuno nel riconoscere la realtà concreta e il valore della libertà di scelta che viene offerta per realizzare insieme un futuro costruttivo della città. A riguardo non possiamo permetterci l’astensione al voto e all’impegno politico che, negli ultimi tempi, favorisce la cosiddetta ‘democrazia di un terzo’, ossia un elettore su tre decide per tutti. Di qui un particolare invito ai giovani a recarsi alle urne, forse il bene comune è un’idea astratta per loro che avrebbero bisogno di vederlo incarnato e testimoniato in scelte concrete, cui la politica stenta a dare realizzazione. In astratto i giovani ne hanno una considerazione positiva, ma ritengono che i modi con cui viene vissuta da quelli che sono i principali interpreti pubblici compromettano il loro valore ideale. Eppure la politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e un avvenire degno e giusto aperto all’equità, al rispetto reciproco, alla sincerità, all’onestà e alla fedeltà”.
Infine, “un augurio che il rinnovo delle funzioni elettive costituisca un’occasione per tornare al rispetto di quei diritti umani fondamentali, che sono doveri reciproci. Come ricorda don Primo Mazzolari: ‘La città non ha soltanto bisogno di case, strade, acquedotti e marciapiedi… ma ha bisogno anche di una maniera di sentire, di vivere, una maniera di guardarsi, una maniera di affratellarsi, una maniera anche di condannare il male'”.










