Il gup Marilisa Bencivenga del Tribunale di Foggia ha rinviato a giudizio Mario Cenicola, alias “Cincdint”, Vincenzo Cenicola, alias “U’ ruscett”, Emanuele Testa, Antonio Cenicola, Francesco Antonio Cenicola e Fedele Cenicola. Il procedimento penale si è aperto nelle scorse ore in seguito alle dichiarazioni rese da Michele Cenicola, imprenditore nel settore dei giochi leciti e parente degli imputati.
Quanto ricostruito dalla vittima sarebbe stato poi riscontrato attraverso numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali dalla Procura di Foggia che ha indagato attraverso il procuratore Roberto Galli.
Le accuse sono di estorsione, consumata e tentata, per Mario Cenicola, Vincenzo Cenicola, Emanuele Testa, Fedele Cenicola e Antonio Cenicola, e di lesioni aggravate per i primi quattro, sempre in danno dello stesso imprenditore lucerino, al quale sarebbero state chieste somme di denaro e di vendere la sua quota societaria al fratello Fedele, amministratore della Cenigiochi 2 s.r.l..
Nell’udienza preliminare si sono costituiti parte civile la Fai Federazione Antiracket e Antiusura di Foggia “Luigi e Aurelio Luciani” tramite Lazzaro D’Auria, noto imprenditore già vessato dalle organizzazioni criminali mafiose foggiane, e difesa dall’avvocato Marcello Ferrante, e Michele Cenicola con l’avvocato Andrea Petito.
L’udienza dibattimentale si terrà il 13 dicembre prossimo, presso il Tribunale di Foggia, dinanzi al Collegio presieduto dal giudice Armando Dello Iacovo.
Prosegue incessante e proficuo l’impegno della Fai a favore di tutte le vittime di reato, al fine di contribuire a difenderne le ragioni e di contrastare le condotte criminose consumatesi in loro danno, mediante la costituzione di parte civile nei relativi giudizi penali. D’Auria continua ad insistere sull’importanza di denunciare mafia e malaffare.











