Da campo largo a campo giusto. È questo uno dei primi motti di Giuseppe Conte che in sostegno della lista M5S e della candidata sindaca Maria Aida Episcopo ha cominciato la sua due giorni a Foggia.
Dia, l’impresa Ingegneria futura, i parenti della tabaccaia Franca Marasco, la stele delle vittime della strada, il comizio al Cep.
Il primo giorno di campagna elettorale di Conte a Foggia nelle periferie ha avuto un buon riscontro, anche se il quartiere forse è apparso più timido di quello che ci si aspettava. Come accade nel capolavoro dei Verve Better Sweet Symphony scelto come colonna sonora, i Cinque Stelle stanno tentando di aggregare attorno al simbolo, con Conte vero trascinatore.
Sul palco sia Mario Furore sia la candidata sindaca sono stati molto vigorosi contro la narrazione che sta montando nel centrodestra di Raffaele Di Mauro.
“Giorgia Meloni ha tolto il reddito di cittadinanza perché vi vogliono schiavi. Si al voto libero non al voto dei clan, guardate Salvini e Meloni non hanno il coraggio di dirvi scusa. Torniamo liberi da quella gentaglia che ci ha portato allo scioglimento per mafia. In questo campo largo non c’è nessuno coinvolto nello scioglimento per mafia. Votate M5S per portare pulizia nel palazzo”, ha scaldato Furore.
“Vogliamo una nuova pulizia morale e amministrativa. Ci hanno stuprati e maledetti questi anni. I 5 stelle hanno squadra bellissima, istruiti, con curriculum stratosferici. Nessuno è sfiorato da pregiudizi di reato. Si chiedessero loro da che parte stavano, come fanno a dire che loro sono la novità. Conoscevano quel sistema?”, ha arringato con una forza nuova Episcopo.
Conte ha appassionato i presenti. “Questa non è una elezione normale. C’è un dato che vogliono rimuovere: questo è un Comune sciolto per mafia. Senza legalità c’è solo clientelismo, invece dobbiamo rivendicare diritti e non favori e promesse. Noi non promettiamo favori, noi lavoriamo per i diritti. Si gonfiano la gola di tanti slogan della sicurezza. Ma state toccando con mano cosa ci avevano promesso in materia di immigrazione? Quando entrano in Italia 133mila migranti di cui pochi hanno diritto alla protezione, cosa faranno? Molti vagheranno nelle nostre periferie, non si concentreranno nelle zone Ztl ma nei ghetti. Dobbiamo riconoscere i diritti di ogni persona in libertà, ma non possiamo predicare di accogliere tutti. È solo una presa in giro, dobbiamo gestire questi flussi e dobbiamo lavorare perché possano integrarsi. Noi vogliamo lo ius scholae. Ho incontrato i parenti della tabaccaia uccisa a Foggia: che sicurezza è quella per cui per pochi spiccioli si viene uccisi per un ricatto perché si voleva farle cedere l’attività, la licenza?”
E ancora: “La sicurezza si affronta con la serietà, con la pubblica illuminazione, la video sorveglianza, presidi dei vigili urbani. Come la contrasti la mafia? Noi abbiamo lavorato per rafforzare la Dia, senza fare chiacchiere l’abbiamo portata a Foggia. Si sta scatenando di tutto in Italia, ci sono stupri dappertutto, gli slogan non risolvono nulla. Se tu vai in Africa tre volte con la fanfara dei giornalisti non concludi nulla. Sono aumentati gli sbarchi dalla Tunisia. Ogni giorno cercano un nuovo nemico, un capro espiatorio. Quando è aumentata la benzina era colpa dei benzinai. Il Pnrr non riescono a finalizzarlo, ma è colpa di Conte che ha portato i soldi. Sfiorano il ridicolo. Non c’è una misura per la crescita, hanno reso più facili i contratti precari. Hanno rivisto e hanno smantellato il reddito di cittadinanza. In un paese normale si fa la guerra alla povertà, loro hanno fatto la guerra ai poveri”.
E su Foggia: “Dobbiamo rivedere il contratto Amiu, queste strade devono essere pulite, dobbiamo investire nella direzione giusta. Alziamo la testa, c’è la possibilità di segnare una svolta nella storia di questa città. Sapete quante sindache ha avuto Foggia? Nessuna. Maria Aida è una tosta, non ha paura di mafia e contromafia, centri di potere. Per fare tutto questo c’amma dà na mossa. Foggia diamoci una mossa! Mi arrabbio così tanto dove ovunque mi dicono: Fuggi da Foggia. Torna a Foggia, cresci a Foggia”. Consueto bagno di folla finale, con selfie e abbracci a Conte”.
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