Una intera giornata con i vecchi e nuovi soci per celebrare i primi 40 anni della Cooperativa Giardinetto, specializzata nella produzione di ortaggi e pomodoro. Un traguardo non scontato, visto che molte delle cooperative nate negli anni ’80 e ’90 in un territorio difficile e privo di infrastrutture come quello della Daunia, hanno chiuso i battenti nel giro di pochi anni. Un’eccezione felice, dunque, quella di Giardinetto, che si spiega con una formula in cui all’innovazione e agli investimenti continui si è aggiunta la leva vincente dell’internazionalizzazione.
“Siamo arrivati prima degli altri sull’innovazione – spiega Giorgio Mercuri, l’imprenditore foggiano che è alla guida della cooperativa dal 1982 quando aveva appena 19 anni – dapprima con l’impianto a goccia, poi con l’introduzione delle agevolatrici per la raccolta degli asparagi, infine attraverso l’introduzione di sensori e droni e mappature Gps per il monitoraggio delle coltivazioni. Un’innovazione che sin da subito abbiamo utilizzato non solo per raggiungere standard qualitativi sempre più rigorosi, ma anche per conseguire ambiziosi obiettivi di sostenibilità ambientale, avviando tutti i nostri soci a pratiche colturali rispettose dell’ambiente e raggiungendo livelli elevati di indipendenza energetica, attraverso l’installazione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici per la produzione e il consumo di energia pulita”.
Oggi la cooperativa che opera alle falde dei Monti Dauni ha raggiunto 130 soci e ben 150 dipendenti tra fissi e stagionali, l’80% della forza lavoro è rappresentata da donne. 12 milioni di euro il fatturato complessivo annuo. Una eccellenza in tutti i sensi per la Capitanata. E per festeggiare l’importante traguardo sono arrivati in tanti, persino l’ex ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, e la vice presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, Maria Chiara Gadda. “40 anni di successi, di capacità imprenditoriale, di competenze e soprattutto di investimenti. La cooperativa Giardinetto ha una grande storia decennale, ma soprattutto un futuro perchè ha saputo intercettare le sfide dell’innovazione e della competizione internazionale, mantenendo ben salde le sue radici sul territorio della Daunia”.











