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Home - Incombe il grano dall’estero, nel Foggiano produzione cala del 20%. “Non un’annata felicissima”

Incombe il grano dall’estero, nel Foggiano produzione cala del 20%. “Non un’annata felicissima”

Di Saverio Serlenga
8 Luglio 2023
in Agricoltura, Immediato TV
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“Bisogna riattivare da subito la Commissione Unica Nazionale per il grano duro, la cui attività in via sperimentale si è sospesa nell’ottobre del 2022, perché fornisce trasparenza al mercato e dà la possibilità di poter mettere attorno ad un tavolo tutti gli attori della filiera eliminando le distorsioni e i frazionamenti delle borse merci locali”. Lo ha detto il presidente di Coldiretti Foggia, Mario De Matteo, durante una delle ultime trebbiature in Capitanata dove si è tracciato il bilancio di un’annata difficile, con il maltempo che, oltre a mettere a rischio la produzione, aveva impedito l’accesso ai terreni dove si stima una perdita dei raccolti di almeno il 20%  a livello regionale fino a punte massime del 60% nel barese. È quanto stima la Coldiretti Puglia, in occasione della trebbiatura a Foggia con il Crea, in riferimento all’andamento della raccolta su tutto il territorio regionale che segna un calo generalizzato della produzione del 20%, ma che arriva al 30% sul Gargano e sui Monti Dauni, con punte fino al 60% nell’agro di Altamura.

Sotto accusa le manovre speculative con un deciso aumento delle importazioni di grano duro dal Canada, balzate del +1018%, passando da 38,3 milioni di chili dei primi tre mesi dello scorso anno ai 428,1 milioni dello stesso periodo del 2023, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat. Gli agricoltori per una giusta remunerazione del proprio lavoro sono pronti ad aumentare la produzione di grano duro dove è vietato l’uso del glifosate in preraccolta, a differenza di quanto avviene in Canada ed in altri Paesi. Improbabili e dannosi per il tessuto economico del territorio percorsi di abbandono e depauperamento dell’attività cerealicola che deve, invece, specializzarsi, puntare sull’aggregazione, essere sostenuta da servizi adeguati e tendere ad una sempre più alta qualità, scommettendo esclusivamente su varietà pregiate, riconosciute ormai a livello mondiale.

La domanda di grano 100% Made in Italy si scontra con anni di disattenzione e di concorrenza sleale delle importazioni dall’estero, soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore in Italia. È necessario adeguare subito – sottolinea la Coldiretti – le quotazioni del grano duro per sostenere la produzione in un momento difficile per l’economia e l’occupazione.

Tags: Grano
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