Manfredonia con il fiato sospeso per il futuro della squadra di calcio locale fresca di promozione in Serie D. Club biancazzurro e Comune non trovano la quadra per la gestione dello stadio nonostante i sorrisi del 3 luglio scorso tra il patron Giuseppe Di Benedetto e il sindaco Gianni Rotice che si erano dati 48 ore di tempo per chiudere la vicenda. Il “Miramare” ad oggi sembrerebbe out perché necessiterebbe di piccoli lavori di adeguamento. Di Benedetto non ha alcuna intenzione di giocare lontano da casa anche la prossima stagione. Altro nodo da sciogliere, la gestione del Miramare stesso, oggi in capo alla società “Manfredonia Miramare”.
“Abbiamo impazientemente atteso il trascorrere di ulteriori 24 ore rispetto alla scadenza delle 48 precedenti, ma il nodo non è stato ancora sciolto – fa sapere Rotice sui social -. Nella serata di ieri, come previsto, ho incontrato a Palazzo di Città il presidente Giuseppe Di Benedetto per affrontare e sviscerare articolatamente il tema della nuova stagione del Manfredonia Calcio. Al termine mi è stata chiesta qualche altra ora di riflessione per definire meglio lo scenario. Ad ora, nonostante la rispettosa attesa, non ho ricevuto alcuna informazione in merito – prosegue il sindaco -. Non c’è più tempo da perdere, bisogna fare tutto il possibile per tentare l’iscrizione del Manfredonia Calcio al prossimo campionato di serie D. Resto fiducioso nel fatto che, quanto prima, il presidente Di Benedetto dia un cenno in merito”.
Cresce la preoccupazione nella tifoseria: “Le famose 48 ore di riflessione sono passate e tutto tace – riporta la pagina Gradinata Est Manfredonia -. Iraldo Colicelli è comodamente seduto fuori il suo bar, intento a sfogliare la Gazzetta di Capitanata, magari nel tentativo di cercare l’ennesimo articolo sul sindaco di Manfredonia. Al Miramare si lavora in maniera assidua per rimettere a nuovo gli spogliatoi di fianco la Curva Nord, qualcuno deve spiegarci il perché un giorno. Il futuro del Manfredonia Calcio 1932 è in forte dubbio, ormai questo è chiaro. Noi ci teniamo a ribadire che siamo pronti a scendere nuovamente in piazza, questa volta da cittadini e non da tifosi per chiedere le dimissioni di tutti gli addetti ai lavori che in circa 2 anni non sono stati capaci di consegnare alla città uno stadio agibile, come promesso”.
Poi concludono: “A questo punto ci sentiamo anche di dire che questa città merita di più. Il Manfredonia Calcio 1932 è un patrimonio per noi tutti e voi state distruggendo tutto”. (In foto, Rotice e Di Benedetto)













